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martedì 24 novembre 2020
 
Benedizione Urbi et Orbi
 

Il Papa invoca salvezza per il mondo in guerra

25/12/2014  Nella benedizione Urbi et orbi, alla città e al mondo, papa Francesco ricorda i conflitti ancora in corso e chiede tutela per i profughi, per i perseguitati, per i bambini che mescolano le loro lacrime con quelle del Bambino Gesù.

Ha parlato dei profughi siriani e iracheni, ha ricordato l'Africa e le sue tragedie, le parti del mondo ancora in conflitto. Ma, soprattutto ha ricordato i bambini seppelliti nell'egoismo di chi non ama la vita. E' stata una benedizione urbi et orbi, quella di papa Francesco, che ha ricordato a tutti che la salvezza è arrivata per ciascuno, per gli umili e gli oppressi,per chi soffre. «Sì, fratelli», ha detto papa Francesco dal balcone delle benedizioni, «Gesù è la salvezza per ogni persona e per ogni popolo! A Lui, Salvatore del mondo, domando che guardi i nostri fratelli e sorelle dell’Iraq e della Siria che da troppo tempo soffrono gli effetti del conflitto in corso e, insieme con gli appartenenti ad altri gruppi etnici e religiosi, patiscono una brutale persecuzione. Il Natale porti loro speranza, come ai numerosi sfollati, profughi e rifugiati, bambini, adulti e anziani, della Regione e del mondo intero; muti l’indifferenza in vicinanza e il rifiuto in accoglienza, perché quanti ora sono nella prova possano ricevere i necessari aiuti umanitari per sopravvivere alle rigidità dell’inverno, fare ritorno nei loro Paesi e vivere con dignità».
Il Papa ha pregato per tutto il Medio Oriente, a partire dalla Terra benedetta dalla sua nascita, sostenendo gli sforzi di coloro che si impegnano fattivamente per il dialogo fra Israeliani e Palestinesi. Gesù, Salvatore del mondo, guardi quanti soffrono in Ucraina e conceda a quell’amata terra di superare le tensioni, vincere l’odio e la violenza e intraprendere un nuovo cammino di fraternità e riconciliazione. Cristo Salvatore doni pace alla Nigeria, dove altro sangue viene versato e troppe persone sono ingiustamente sottratte ai propri affetti e tenute in ostaggio o massacrate. Pace invoco anche per altre parti del continente africano. Penso in particolare alla Libia, al Sud Sudan, alla Repubblica Centroafricana e a varie regioni della Repubblica Democratica del Congo; e chiedo a quanti hanno responsabilità politiche di impegnarsi attraverso il dialogo a superare i contrastie a costruire una duratura convivenza fraterna».
E poi ha insistito perché «Gesù salvi i troppi fanciulli vittime di violenza, fatti oggetto di mercimonio e della tratta delle persone, oppure costretti a diventare soldati. Dia conforto alle famiglie dei bambini uccisi in Pakistan la settimana scorsa. Sia vicino a quanti soffrono per le malattie, in particolare alle vittime dell’epidemia di Ebola, soprattutto in Liberia, in Sierra Leone e in Guinea».
Il Papa parola delle tante lacrime che in questo Natale si mescolano con quelle di Gesù Bambino e invita a sentire la forza della salvezza di Gesù perché questa «forza redentrice trasformi le armi in aratri, la distruzione in creatività, l’odio in amore e tenerezza. Così potremo dire con gioia: “Inostri occhi hanno visto la tua salvezza”».

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