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martedì 30 novembre 2021
 
ginevra
 

Biden e Putin, amici mai, ma il dialogo si è aperto

17/06/2021  Nel primo faccia a faccia fra i due leader nessuna finzione di un'amicizia che non c'è. C'è distanza su molti punti e nessuno dei due sembra pronto a fare concessioni.

Joe Biden e Vladimir Putin si sono lasciati a Ginevra senza aver fatto finta di essere diventati amici. Eppure il contesto poteva indurre in tentazione: l’elegante villa settecentesca, i giardini bene curati, il laghetto. Reagan e Gorbaciov, nel 1985, sempre a Ginevra, passarono molte ore insieme, pranzarono, si mostrarono sorridenti. Certamente avversari, ma impegnati a conoscersi e magari anche a stimarsi. Invece Biden e Putin non hanno voluto ostentare qualunque forma di cameratismo e, come ha detto un collaboratore del presidente americano, i due leader non hanno spezzato il pane insieme. «It’s purely business», ha detto Biden. Si è parlato solo di lavoro, senza fronzoli, senza far  finta di nascondere i contrasti.

Dopo l’incontro di Ginevra Biden e Putin non diventeranno amici, ma hanno forse individuato un sentiero sul quale provare a camminare insieme. Hanno aperto la strada per un riavvicinamento, senza tuttavia superare la sfiducia reciproca. Come ha detto Putin nella conferenza stampa finale: «Il presidente Biden è una persona costruttiva e ragionevole, con grande esperienza e ha valori morali. Abbiamo trovato un linguaggio comune. Questo non vuol dire che ci prometteremo amicizia eterna o dobbiamo cercare le nostre rispettive anime».

L’incontro si è svolto in uno dei momenti  più difficili dei rapporti diplomatici fra le due grandi potenze. Da marzo i due governi hanno reciprocamente ritirato i loro ambasciatori a Washington e Mosca, dopo che gli Stati uniti avevano accusato la Russia di ingerenza nelle elezioni presidenziali del 2020. Forse la prima conseguenza del vertice di Ginevra sarà proprio il ritorno degli ambasciatori nelle loro sedi. Unico risultato concreto di un vertice dal quale non sono arrivati annunci clamorosi o segnali di svolta. Tuttavia il giudizio sull’incontro dato dai due partecipanti resta positivo. «Vertice costruttivo», ma restano le linee rosse. Secondo Biden: «La mia agenda non è contro la Russia. È per gli americani». Putin: «Biden è diverso da Trump ed è uno statista esperto».

Il presidente americano ha sollevato il problema della cyber security, della presenza russa in Ucraina, della prigionia del dissidente Alexey Navalny. Temi sui quali Putin non accetta ingerenze, negando anche qualsiasi ruolo del suo paese nei ciberattacchi che hanno colpito gli Stati Uniti nei mesi scorsi. Più facile intendersi su un tema classico del rapporto fra Stati Uniti e Russia: il controllo degli armamenti. I due Paesi restano due grandi potenze militari dotate di arsenali atomici. «Riaffermiamo il principio secondo cui una guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta», si ribadisce nel documento finale. Ma sono cose che dicevano già Reagan e Gorbaciov, 36 anni fa.

 

 
 
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