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sabato 24 ottobre 2020
 
 

La testimonianza: «Resisto alla tentazione di mostrare mia figlia ai miei amici»

24/02/2016  Il massimo che ho mostrato sul mio profilo Facebook di Bianca, nata sette mesi fa, è stato un dettaglio dei suoi piedini fotografato che eravamo ancora in ospedale. Questione di rispetto, privacy e prudenza.

Sono la mamma di Bianca, 9 kg di dolcezza. Nata a luglio in un’estate torrida, è arrivata a illuminare le nostre vite e i nostri cuori con i suoi grandi occhi blu. Bianca di nome e di fatto, data la carnagione lunare, ha riempito da subito le nostre giornate, i nostri pensieri, le nostre chiacchierate come ogni figlio e soprattutto ogni primo figlio.

Ecco allora scattare la tentazione di condividerne il miracolo che è la sua vita, i progressi, le espressioni buffe o semplicemente nuove che fa ogni giorno. Social per mestiere facendo la giornalista e non certo per cultura (noi del ’76 non siamo nativi digitali), fuorisede per natura (il desiderio di esplorare il mondo da Brescia mi ha portato prima a Roma e poi a Milano) la tentazione di condividere con gli amici vicini e lontani i prodigi della mia piccoletta si è affacciata più volte. Per lasciare poi spazio, invece, a un unico dettaglio sulla pagina Facebook dei suoi piedini (sinonimo contemporaneo del fiocco rosa sulla porta a dire che è nata), a un abbraccio affettuoso dove la bimba era parzialmente riconoscibile per festeggiare e sancire i nostri primi sei mesi d'amore e a lunghe telefonate ricche di particolari evitando quel “buco nero” che è la rete.

Gira in questi giorni, per il gusto dell’eccesso e la bulimia consumistica che caratterizza il nostro tempo, una catena di Sant’Antonio su Facebook che chiede ai genitori di condividere gli scatti dei propri figli. La polizia postale ha ovviamente messo in guardia le donne che si fanno ingenuamente coinvolgere sui pericoli. Il rischio è di… cadere nella rete se una volta postata la foto se ne perde la proprietà e soprattutto il controllo. Perché così funziona. Le immagini postate possono finire su siti pedopornografici, in mano ad aguzzini che tutt’altro vogliono che apprezzare le prodezze dei nostri amati.

«Mamme – scrive la polizia postale- tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. O quanto meno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi». Guardateli, ammirateli, mostrateli alle amiche quando vi vedete per un caffè, tornate a stampare le foto e regalatele a nonni, zii e parenti. Ma non "condivideteli" sui social. Mamme (e papà)… tornate in voi.

 
 
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