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sabato 02 luglio 2022
 
 

Biserni: servono più pattuglie in divisa sulle strade

02/07/2013  Nel successo della patente a punti molto ha contato il moltiplicarsi dei controlli con l’etilometro, passati da 200.000 nel 2006 a 1.900.000 nel 2012. E' soprattutto questa la strategia migliore: perché gli agenti in carne e ossa sulla strada fanno andare più piano.

I risultati sono evidenti e parlano chiaro. Dal 1° luglio 2003 al 2011 (i dati del 2012 non sono ancora definitivi), si segnala un calo degli incidenti del 22,5%, dei feriti del 22,8% e soprattutto delle vittime del 44,7%. Certo non si può accreditare tutto il merito alla sola Patente a punti, perché nel frattempo sono intervenute nel 2009 e 2010 importanti leggi per il contrasto all’alcol alla guida. Si pensi alla nuova normativa che vieta l’assunzione degli alcolici ai neo patentati nei primi 3 anni di patente o ai professionisti del volante che guidano pullman e autocarri, si pensi alla severa norma che comporta la confisca dell’auto di proprietà per chi guida in stato di ebbrezza con valore alcolemico sopra 1,5 g/l o perché drogato. Molto ha contato poi anche il moltiplicarsi dei controlli con l’etilometro, passati da 200.000 nel 2006 a 1.900.000 nel 2012.

Tuttavia il tesoretto di 20 punti, dotazione inziale di tutti i patentati, che per i più bravi che non hanno subito sanzioni o incidenti dal primo luglio scorso è arrivato a 30 punti, viene difeso dai patentati italiani con le unghie e con i denti e con qualche furberia (il nonno superveloce che viene sacrificato sull’altare dell’autovelox, il dipendente extracomunitario che paga il conto del Tutor che spetterebbe al suo datore di lavoro, il commercio di punti sul web, insomma la solita sequela di stratagemmi per salvare la licenza di guida. Purtroppo col tempo l’effetto dissuasivo della PaP si è in parte diluito per il cosiddetto effetto “Spaventapasseri”. In cosa consiste? Ve lo spieghiamo.

All’inizio tutti timorosi e con la paura di perdere i punti quindi osservanti dei limiti. Come quando si mette uno spaventapasseri in un campo. Lì per lì gli uccelli stanno alla larga prudenti, poi col tempo capiscono che lo spaventapasseri non ha il fucile e comunque ha poca mira… e ci si vanno a posare sopra. La stessa cosa è avvenuta con la Patente a punti. Dopo un iniziale timore e diffidenza sono nate le strategie, fino al costo di pagare 284 euro nel caso non si comunichi alla polizia chi era alla guida al momento della violazione.

Intanto va detto che si possono recuperare anche 6 punti (9 per le patenti professionali) con la frequenza di appositi corsi di 12 ore (costo medio sui 200 euro), ma ora la norma prevede che alla fine del corso si debba sostenere un esamino di verifica. Ma c’è un modo per rendere ancora più efficace la PaP? Sì. Basterebbe impiegare più pattuglie in divisa su strada e meno contestazioni con l’elettronica. Le pattuglie sono le sole capaci di contestare violazioni per le cinture, l’uso del cellulare o la guida in stato di ebbrezza e anche per la velocità non ci sarebbero Santi che tengano, se la vettura viene fermata subito si eliminano i dubbi su chi la guidava.

Sì sulla strada va bene un po’ di musica elettronica, ma i solisti in divisa sono i veri specialisti nel concerto per la sicurezza sulle strade.

                                                                                              Giordano Biserni, presidente dell'Asaps

 
 
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