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domenica 19 settembre 2021
 
 

Bologna: la giunta fa marcia indietro

20/09/2013  Dopo la dura presa di posizione della Chiesa di Bologna, che attraverso le dichiarazioni al nostro sito di monsignor Giovanni Silvagni ha definito questa scelta una "dittatura culturale", una buona parte del PD ha preso le distanze dall’assessore all’Istruzione.

La giunta di Bologna fa marcia indietro. Mamma e papà non saranno cancellati dalla modulistica della scuola dell’infanzia, ma attenzione: si troverà il modo per non discriminare chi fa parte di una famiglia diversa da quella naturale. Tutti contenti allora? E’ presto per rispondere.

Dopo la dura presa di posizione della Chiesa di Bologna, che attraverso le dichiarazioni al nostro sito di monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale della diocesi, ha parlato a proposito del dibattito sui moduli di un progetto di “dittatura culturale”, una buona parte del PD ha preso le distanze dall’assessore all’Istruzione, che sembrava più che intenzionata a dare il via alla modifica della modulistica, sopprimendo i termini di mamma e papà. Così si è arrivati a una sorta di compromesso.

Il capogruppo del Partito democratico a Palazzo D'Accursio, Francesco Critelli, lo ha annunciato ieri in una nota. Si darà mandato ai tecnici di “modificare gli attuali moduli dando ai singoli utenti la possibilità di riconoscersi nella definizione preferita, senza cancellare "padre" e "madre" dove sono presenti”. Il gruppo del Pd, recita la nota, «condivide le dichiarazioni dell'assessore Pillati, tese a non adottare da parte dell'amministrazione comportamenti discriminatori».
«L’amministrazione sta lavorando con l'obiettivo di tutelare tutte le famiglie e di contrastare ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, nell'accesso ai servizi comunali», continua il comunicato, «per questo riteniamo opportuno che i tecnici predispongano nuovi moduli che, senza modificare o cancellare termini già esistenti, contengano le opportune voci tese a rappresentare i diversi modelli familiari, in coerenza con quanto il Comune di Bologna compie da diversi anni in materia di contrasto a tutte le forme di discriminazione».

Chi compila il modulo, in altre parole, potrà presumibilmente barrare la casella col termine madre (per esempio)o l’altra col più generico “genitore richiedente”. Lo stesso per il padre o “altro genitore”. Adesso sta ai tecnici trovare la formula più adatta, per non scontentare nessuno. Ammesso che, dopo tanta bagarre, questo sia ancora possibile.

 
 
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