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Brennero: Non sono gli scontri che fanno saltare i muri

08/05/2016  Gli scontri al Brennero fanno un pessimo servizio alla causa di chi non vuole la costruzione di nuovi muri. Intanto l'Austria fa una piccola marcia indietro

«Chi al Brennero ha usato la violenza nei fatti ha fatto un danno anche alla causa di un'Europa senza muri e barriere», dice Edoardo Patriarca, da sempre impegnato nel terzo settore, presidente del Centro nazionale per il volontariato e membro della Commissione affari sociali della Camera. «Siamo vicini agli agenti feriti e ribadiamo che questa Europa può e deve essere costruita col dialogo. Ora come in passato il Vecchio Continente non può dividersi».

I black bloc arrivati al Brennero per manifestare contro la chiusura del confine hanno fatto, come sempre, un pessimo servizio a chi invece cerca soluzioni concrete alla crisi che nelle scorse settimane ha opposto l'Austria all'Italia.

Da Vienna, dopo aver usato la propaganda anti immigrati per deviare il voto verso la destra xenofoba, erano arrivati nei giorni scorsi segnali di distensione: «Non chiuderemo la frontiera se l'Italia farà i compiti a casa», avevano detto gli austriaci. Segnali che il Governo italiano ha interpretato positivamente spiegando che il nostro Paese effettua controlli accurati. «Le parole del ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka sul Brennero sono la conferma di quello che avevamo già concordato dieci giorni fa», ha dichiarato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, «gli ho dato la prova che sprecherebbero i soldi che stanno impiegando per costruire le attività preparatorie di un'eventuale barriera. Sarebbero uno spreco perché noi nel frattempo lavoreremo così bene alle frontiere che non ce ne sarà più bisogno».

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