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venerdì 28 gennaio 2022
 
 

Che pasticcio, Bridget Jones non fa più ridere

27/10/2013  Delude il terzo capitolo della saga scritta da Helen Fielding. La sua eroina, rimasta vedova e con due figli a carico, continua a comportarsi come se fosse un'adolescente.

Chissà forse sarà l’infelicità vera della vita dell’autrice Helen Fielding che rispecchia quella della sua eroina Bridget Jones, tutte e due alle prese da sole con due figli da crescere, tutte e due in difficoltà a combinare lavoro, amore e famiglia. Fatto sta che, sia per i critici italiani che per quelli inglesi, l’ultima parte della saga dedicata all’eroina sempre in lotta con il suo peso non ha la forza delle prime due, Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio, Bridget Jones . In Bridget Jones-Un amore di ragazzo, nelle librerie italiane da qualche giorno, la creatura di Helen Fielding ha 51 anni, anche se tenta di nasconderli ed è alle prese con i capelli bianchi e i primi acciacchi dell’età.

E' riuscita a sposarsi con Darcy, uscendo così da quel nubilato che la ossessionava, ma quest’ultimo è morto lasciandogli una fortuna e due figli da allevare da sola. Ed è proprio la scomparsa del marito, interpretato sullo schermo da Colin Firth, a non convincere i critici. Nel libro si sente che la Fielding, impaurita dal confronto con sé stessa e l’idea di dover raggiungere le oltre 15 milioni di copie vendute con i primi due romanzi usciti nel 1995 e nel 1999 si rifugia nel già noto anzichè tentare una strada diversa. Eccola di nuovo la Bridget, da single a mamma e poi vedova, ritornata, nello spazio di una vita, ai dubbi e alle insicurezze delle origini.

Sempre ossessionata dalla conquista degli uomini, anche se questa volta si tratta di Roxster, un amante trentenne, di un bel pò più giovane di lei alle prese con i pidocchi dei figli e l’orario scolastico. Insomma la vena comica si è esaurita. Forse i fan avrebbero apprezzato se la Fielding ci avesse fatto ridere sulle difficoltà di un matrimonio che deve reggere la sfida del tempo. Ritrovarla alle prese, a oltre cinquant’anni, con gli stessi problemi di un’adolescente comunica solo del patetico. Sembra di sentire suonare uno strumento famosissimo che si è scordato e la conquista dei milioni di lettori dei primi due volumi non è affatto scontata.

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