logo san paolo
martedì 18 gennaio 2022
 
 

Brizzi: «L'Italia vera non è in Tv»

28/10/2011  Lo scrittore, che da tempo pratica una sorta di letteratura on the road, racconta le motivazioni che stanno all'origine di questa singolare esperienza.

L’anno scorso Enrico Brizzi ha camminato dall’Alto Adige alla Sicilia. Come guida si è portato il resoconto del primo grande viaggio a piedi della storia unitaria, compiuto nel 1861 dai pionieri della Società nazionale di psicoatletica. Ne è nato un romanzo: Gli psicoatleti (Dalai Editore, pp. 520, euro 20,00).

- Brizzi, che cosa ha imparato sull’Italia durante questo viaggio?
«Sono partito con uno zaino da venti chili, carico di certezze e pregiudizi, e sono arrivato con un bagaglio molto più leggero, che conteneva perlopiù domande. Di qualcosa, tuttavia, posso andare sicuro: l’Italia è un Paese molto più ricco di umanità rispetto a quello che si vede in televisione».

- Da dove nasce l’esigenza di camminare?
«Dal desiderio quasi istintivo di recuperare una vicinanza alla terra; dall’imperativo etico di rallentare il ritmo frenetico delle esistenze inurbate; dal bisogno di porsi le domande fondamentali con la giusta calma, ripercorrendo le orme di chi ha esultato, pianto e dubitato prima di noi».

- A chi consiglierebbe un’esperienza analoga?
«Consiglio un viaggio a piedi a chiunque voglia prendersi il lusso di guadagnarsi un passo dopo l’altro il diritto di stare in un posto nuovo; a chi voglia provare l’esperienza di giungere nelle diverse contrade in maniera umile, sincera, spartana; a chi, infine, desideri perdere contatto con l’attualità per viaggiare nel tempo, oltre che nello spazio: i nostri passi, infatti, non sono né più lunghi né più brevi di quelli degli uomini dell’anno Mille».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo