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Business is human

28/05/2013  I Sodalitas social award sono l'occasione per fare il punto sulla qualità e sulla crescita della sostenibilità d'impresa in Italia: l'esempio di Guna

Non ci sono solo la crisi e gli esodati. I tagli e i pre-pensionamenti forzati. La dimostrazione ce la danno i 244 progetti presentati rappresentativi di 192 aziende in lizza per aggiudicarsi i Sodalitas social award, i premi per la sostenibilità d'impresa.

«La responsabilità sociale delle imprese può concretamente contribuire al rilancio dell'economia, sulle basi di una maggiore sostenibilità e coesione - ha dichiarato l'onorevole Raffaele Baldassarre, rapporteur per la CSR al Parlamento Europeo - Su queste premesse si fonda il contributo del Parlamento europeo alla nuova strategia UE sulla RSI. Nel prossimo futuro sarà fondamentale rafforzare il legame tra le attività commerciali delle imprese e il contesto sociale in cui esse operano. Quest'obiettivo può essere raggiunto solo attraverso maggiore trasparenza e accrescendo il premio di mercato per le imprese attive nella RSI. Allo stesso modo, sarà necessario moltiplicare gli sforzi di informazione, favorendo la diffusione di pratiche esemplari come avviene grazie a iniziative di sensibilizzazione, tra le quali vi e' senza dubbio quella dello European CSR Award Scheme». 

Per la categoria "Grandi Imprese", il riconoscimento è andato a Barilla che dal 2009 collabora con HORTA, spin off dell'Università Cattolica di Piacenza con il contributo di Lyfe Cycle Engineering Torino: lo studio avviato ha verificato la possibilità di incrementare l'efficienza dei sistemi di coltivazione riducendo, nel contempo, le emissioni di gas serra. Insomma, ottenere di più con un minor impatto ambientale. In questo caso specifico, i produttori di grano duro sono riusciti a ottenere risultati sostenibili grazie a un approccio olistico. Nelle 14 aziende pilota, relativamente alla raccolta del 2012 si è registrata una diminuzione dei costi di coltivazione, ottimizzando trattamenti di difesa e concimazioni azotate: a trarne i primi benefici, il reddito lordo degli agricoltori. Inoltre, le emissioni di CO2 sono scese del 14%, con punte del 20%.

Menzione speciale per Unicredit e il suo "Your choice, your project - Sostegno a progetti di imprenditoria sociale". I dipendenti, in 9 dei 22 Paesi in cui il gruppo è presente, sono stati chiamati a dare il proprio voto sulle "missioni" che, meglio delle altre, incontrano i bisogni emergenti delle realtà in cui sono immersi. In questo modo l'azienda ha sostenuto 58 progetti per un totale di 2milioni e 614mila euro donati.

Per la categoria "Valorizzazione della persona e protezione del lavoro", l'ha spuntata il Gruppo Feralpi con "Verso zero infortuni" per migliorare gli standard di sicurezza dei lavoratori all'interno delle Acciaierie di Calvisano. Nel solo 2012 l'Inail ha ricevuto oltre 654mila denunce per infortuni e morti sul lavoro. Per cercare di limitare al minimo i rischi, la società ha introdotto la figura del "safety tutor", eletto direttamente dai dipendenti e, in qualità di capitano della squadra, affianca il responsabile del reparto incentivando e diffondendo la cultura della sicurezza. Grazie alla progressiva introduzione di buone pratiche anti-infortunistiche, il Gruppo Feralpi è passata dai 7 infortuni del 2010 a un solo caso nel 2012.

Il premio "Pari opportunità e valorizzazione delle diversità" è andato a Ikea Italia retail che si è impegnata in un percorso di informazione volto a isolare ed escludere comportamenti o discriminazioni di natura omofoba

 

Edilana è un'azienda che realizza prodotti certificati per l'isolamento acustico destinati impiegati in edilizia e architettura. Per la categoria "Consumo sostenibile e catena di fornitura responsabile" si è distinta grazie al cambio di prospettive sull'esaurimento delle risorse non rinnovabili, sulla gestione dei rifiuti e sull'utilizzo di sostanze tossiche per l'ambiente e le persone. Da qui, l'idea di sperimentare l'utilizzo della lana di pecora autoctona di Sardegna come materiale isolante termicamente e acusticamente. Secondo gli studi effettuati, le prestazioni sono migliori rispetto a quelli finora offerti dagli isolanti alternativi (petrolchimici o in lana di vetro e roccia): in più, purifica l'aria neutralizzando "schifezze" varie nella bonifica degli edifici e, nella fase produttiva, consente di diminuire i consumi energetici e le emissioni di CO2.

La Cooperativa Fattoria della Piana si è invece aggiudicata il riconoscimento per la "Tutela a la sensibilizzazione ambientale": l’implementazione di un impianto per la produzione di biogas da 998 kilowatt (la più grande centrale agroenergetica del Centro e Sud Italia) nonché la realizzazione di uno dei più grandi impianti di fitodepurazione del meridione hanno consentito un'ottimizzazione delle risorse nel segno del raggiungimento dell'autonomia energetica e della sostenibilità. 

Grazie a "Impariamo nel Borgo", l'hotel a cinque stelle Borgo San Felice ha conquistato il gradino più alto del podio alla voce "Occupazione dei giovani e promozione dell'inserimento lavorativo". Nell'incantevole scenario del Chianti classico senese, il progetto offre la possibilità a ragazzi difficili di progettare il loro futuro, sostenendoli in un tutoraggio e formazione nel settore alberghiero. Una competenza professionale acquisita in una realtà di tale importanza è il miglior biglietto da visita per un giovane alle prime armi. 

Tra le iniziative concretizzate da Istituzioni ed Enti pubblici, il Nido interaziendale dell'università Bicocca, inaugurato nel 2005, è un esempio ancora piuttosto raro in Italia di "civiltà". La struttura oggi è aperta ai figli dei dipendenti dell'università e delle aziende limitrofe che hanno partecipato alla sua realizzazione e ai bambini del quartiere. Con 64 posti disponibili, vanta anche una cucina interna e un ampio giardino. È così che si migliora davvero la qualità della vita dei servizi per l'infanzia e la famiglia.

A Confindustria Bergamo è andato un Premio speciale in virtù del "Workplace health promotion - Aziende che promuovono la salute": una rete aziendale della Provincia lombarda si è impegnata a seguire buone pratiche sulla promozione della salute. Fumo, alimentazione, attività fisica, sicurezza stradale e mobilità sostenibile, alcol, benessere personale e sociale: su questi temi sono stati avviati programmi pluriennali, integrali e multicomponente. 10mila lavoratori e le loro famiglie di riflesso ora ne sanno molto di più e il numero delle aziende aderenti continua a crescere.

A Dani instruments è invece andato un riconoscimento speciale per la categoria "Progetti di partnership nei Paesi in via di sviluppo": con un investimento contenuto, ha promosso l'apertura di due laboratori galenici a Cubal e Funda, in Angola, un Paese in cui il 59% dei farmaci è contraffatto e non esistono aziende farmaceutiche. Questo significa che grazie al progetto "A.P.P.A." i farmacisti partono da materie prime di prima qualità personalizzando i dosaggi. L'impatto del progetto interessa circa un milione di abitanti che ora, per la prima volta, possono accedere a cure immediate con medicinali di qualità. 

Nata nel 1983, Guna è la più importante azienda italiana nel settore della produzione e distribuzione di farmaci omeopatici. Bene, e dunque? Quest'anno si è aggiudicata il Premio Sodalitas destinato alle PMI con il progetto "Medicina interculturale", un nome che spiega solo in parte la complessità e l'ambizione che porta con sé fin dalla sua nascita. L'obiettivo è la creazione di microimprese per la produzione di medicine tradizionali e di farmacie interculturali all'interno della comunità indigena nella regione di Chaco, in Paraguay, un Paese in cui le erbe medicinali rappresentano una realtà incredibilmente variegata grazie alle oltre 5mila specie differenti. La loro conoscenza e il loro impiego hanno per lo più radici antichissime: di sicuro in epoca pre-colombiana se ne faceva un uso "professionale".

Ma le migrazioni, la colonizzazione e i progressi della medicina hanno rappresentato un ostacolo alla trasmissione di quel patrimonio di "segreti" che oggi il progetto intende rivalutare e restituire alla gente nonostante la riproduzione delle erbe abbia nella deforestazione selvaggia un nemico contro cui deve combattere ogni giorno. Ma c'è dell'altro: la rivalutazione delle tradizioni locali è solo una delle facce che Guna sta cercando di portare avanti. Un'impresa impossibile se al suo fianco non avesse avuto un partner affidabile e profondamente inserito nel tessuto sociale come Coopi: da questa avventura si vuole offrire lavoro ai giovani indigeni emarginati e contribuire a migliorare l'accesso alla sanità. 

Coopi è infatti presente in Paraguay dal 2001 e in questi anni è diventato punto di riferimento per tutti coloro che sono stati investiti dalle diverse emergenze della siccità e degli incendi, ma, soprattutto, vero know how dell'associazione, per tutti quei contadini con cui si confrontata. Diversificazione delle produzioni, attenzione al biologico, organizzazione di associazioni di piccoli agricoltori locali: è lì che Coopi dà il meglio di sé. 

Il contesto del progetto Guna-Coopi è, come detto, quello del Chaco, un'area in cui si concentra circa il 50% dell'intera popolazione indigena del Paraguay, ormai ridotta all'1,7% su scala nazionale. Discriminati, esclusi, emarginati: così vive oggi questa minoranza in quella che è da sempre la sua terra. L'obiettivo principale dell'intervento messo in atto è la riduzione del livello di povertà e il miglioramento dell'accesso ai servizi di base attraverso la promozione e la sistematizzazione dell'inserimento lavorativo, culturalmente ed ecologicamente compatibile, per i giovani indigeni del dipartimento Hayes. 

Oltre all'implementazione delle conoscenze sugli impieghi delle medicini naturali, è stata predisposta la redazione di un manuale contenente informazioni su habitat, uso e proprietà terapeutiche per far sì che sia poi il passaparola a diffondere una cultura nuova e, per certi versi, "low cost". I giovani indigeni protagonisti delle neonate microimprese sono supportati con una specifica formazione tecnica per la gestione e il funzionamento di un vivaio di erbe aromatiche e medicinali, sulla loro raccolta e produzione, sullo sviluppo di farmaci tradizionali; inoltre, vengono loro forniti gli strumenti per amministrare e gestire una microimpresa applicando principi etici di marketing e commercializzazione.

Si stima che i beneficiari diretti, alla fine del progetto, saranno 20 giovani impegnati nelle microimprese cui si aggiungeranno, nel corso del tempo, fino a 400 persone coinvolte nella raccolta di piante medicinali, 40 autorità locali e attori della società civile chiamati a vigilare e dare il loro contributo. Inoltre, dovrebbero essere almeno 35mila i beneficiari indiretti di questa "politica".

Il progetto è stato studiato in modo tale che al più presto le microimprese diventino autonome. In tutto. D'altronde il mercato delle medicine naturali in Paraguay è in forte ascesa: dunque, con un'adeguata pubblicità e una maggiore diffusione della conoscenza dei consumatori "urbani", la domanda è destinata a crescere ulteriormente. 

 
 
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