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venerdì 03 dicembre 2021
 
 

Arriva l'etichetta energetica

03/12/2011  Diventano obbligatorie, in tutta Europa, le etichette per indicare la classe energetica di frigoriferi, congelatori e televisori. Dal 20 dicembre tocca a lavastoviglie e lavatrici.

Cambiamenti climatici, efficienza energetica e consumi sono tra i temi caldi di queste settimane. Mentre a Durban, in Sud Africa, si svolgono i negoziati sul clima, entrano in vigore, obbligatorie in tutta Europa, le nuove etichette per indicare la classe energetica di frigoriferi, congelatori e per la prima volta anche televisori. Dal 20 dicembre toccherà anche a lavatrici e lavastoviglie. 

Una novità positiva che, in un mercato sempre più “efficiente”, aumenta gli standard di efficienza energetica introducendo la categoria A+++ . Risparmiare energia e CO2 comporta vantaggi anche per il portafoglio, di questi tempi una buona notizia. Un frigo piccolo in classe A+++ consente un risparmio in bolletta di 630 euro in 15 anni rispetto a un frigo classe A. 269 euro, invece, il risparmio se il confronto lo facciamo tra lavatrici di queste due classi. Per orientarsi e scegliere i prodotti più efficienti, il Wwf dà le “istruzioni per l’uso” sul sito Topten (www.eurotopten.it) e lancia anche una caccia al tesoro fotografica per scovare le nuove etichette energetiche. Si gioca fino al 16 dicembre inviando la propria foto al sito Topten (www.eurotopten.it) e il 20 si conosceranno i vincitori. Sul sito “Topten” (www.eurotopten.it) è possibile conoscere i “migliori prodotti” per categoria (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, lampadine, automobili e apparecchi per ufficio come monitor, stampanti e multifunzione, e anche automobili), e di ognuno le funzioni principali, il costo, la marca, ma anche la classe di efficienza energetica, i consumi di energia, quanto ci costeranno in bolletta nell’intero ciclo di vita del prodotto, e altri parametri ambientali come il consumo di acqua o la rumorosità.


L’efficienza, per fortuna, fa passi da gigante: per fare qualche esempio, da settembre 2009 all’estate 2011 la durata media delle lampadine a risparmio energetico è aumentata di 5.237 ore (da 11.274 a 16.511). Il consumo elettrico medio dei televisori selezionati da Topten si è pressoché dimezzato e quello dei monitor è diminuito di un quarto (da 20.75 W a 14.38). Se è giusto che i consumatori diano il loro contributo, anche l’Italia dovrebbe fare altrettanto, eppure si merita il voto E (in una scala decrescente da A a G) conferitogli dallo studio Wwf-Ecofys. 

Il nostro Paese non ha ancora una strategia globale e trasparente sul clima che rifletta una vera e propria ambizione di raggiungere un’economia a basse emissioni di carbonio, situazione aggravata da una generale mancanza di coordinamento e di impulso politico a livello nazionale. Il Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, pubblicato nel giugno 2010, e quello per l’efficienza energetica, pubblicato nel luglio 2011, contengono iniziative che dovrebbero essere attuate nel quarto trimestre del 2011.Tuttavia, la difficile situazione economica potrebbe ritardare o ridurre gli incentivi a muoversi verso un’economia a basse emissioni di carbonio. 


Manca una strategia trasparente su energia e clima, senza contare che per le fonti alternative il conto energia è stato ridotto ed è soggetto a continue modifiche. Nel settore dell’industria, non risulta alcuna politica di sviluppo delle energie rinnovabili. Per gli edifici, viene citato come unico elemento positivo il Decreto Rinnovabili n.28/2011 che contiene misure come l’obbligo della certificazione energetica, mentre per il settore trasporti, si fa riferimento alle proposte di legge per gli incentivi alle auto elettriche. Nessuna azione, invece, è prevista per favorire energie rinnovabili ed efficienza energetica nei settori agricolo e silvicolturale.

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