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Calabria, rimosso il commissario alla Sanità: «Il piano Covid dovevo farlo io?»

07/11/2020  Il generale Saverio Cotticelli non sa rispondere alle domande del giornalista della trasmissione di Raitre, Titolo Quinto, e fa confusione anche sul numero di posti letto in Terapia intensiva attivati. Conte lo rimuove, lui aveva già annunciato le dimissioni il 10 ottobre scorso

È bufera sulla Calabria. Dichiarata zona rossa dall’ultimo Dpcm, l’altra tegola riguarda l’ormai ex commissario ad acta per la Sanità in Regione, il generale Saverio Cotticelli. «Non sono io il responsabile del Piano Covid, si sono dimenticati delle due regioni commissariate, la Calabria e il Molise, e hanno dato l'incarico al presidente della Giunta regionale», ha detto Cottcelli davanti alle telecamere della trasmissione di Raitre Titolo V. Cotticelli è apparso molto impacciato, ha risposto alla richiesta di informazione sulla situazione dell'organizzazione sanitaria della regione diventata zona rossa salvo poi, dopo essere incalzato dalle domande dell'inviato del programma riconoscere e dopo essere andato a recuperare un documento in cui poneva un quesito al Ministero, scoprire di essere proprio lui quello che doveva preparare il piano: «Si sono io. Per la prossima settimana sarà pronto. Cosa vuole che le dica, dottore - ha tentato di smarcarsi - tanto io domani mattina sarò cacciato».

La posizione del commissario si è complicata ulteriormente poi alla domanda sulla dotazione dei posti di terapia intensiva. «Prima dell'emergenza sanitaria - ha detto - ne risultavano 107. Ne abbiamo 150 già attivati ma siamo pronti ad implementare, adesso non mi ricordo esattamente il numero». Poi ha chiesto conforto ad un'altra persona «Quanti posti letto di terapia intensiva abbiamo attivato, Marì» sentendosi rispondere da una voce fuori campo «Non ne hai attivati, sono quelli che hai previsto nel piano». «La devi finire. Quando fai queste cose - aggiunge ancora la voce fuori campo - devi andare preparato».

La reazione del premier Conte è stata immediata: «Il commissario per la sanità in Calabria Saverio Cotticelli va sostituito con effetto immediato», ha scritto in una nota, «anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato, voglio firmare il decreto già nelle prossime ore: i calabresi meritano subito un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità». In tarda mattinata Cotticelli ha presentato le sue dimissioni: fonti del ministero della Salute precisano che «già nelle prossime ore è prevista la nomina del nuovo Commissario per la Calabria».

Peraltro, Cotticelli aveva già annunciato le dimissioni il 10 ottobre scorso senza formalizzarle in attesa di un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza che avrebbe dovuto avvenire pochi giorni dopo ma che invece saltò. Le dimissioni erano state motivate con la volontà di non voler diventare il capo espiatorio «di situazioni a me non addebitali, adesso basta, siamo arrivati al punto di non ritorno». Affermazioni giunte dopo una sostanziale bocciatura del suo operato da parte dal tavolo interministeriale che vigila sulla situazione economica del comparto.

Il Tar respinge il ricorso sulla collocazione in zona rossa

  

Intanto il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Regione che contestava la collocazione in zona rossa e ha deciso che non ci sarà «nessuna sospensione cautelare urgente del Dpcm del 3 novembre scorso con il quale la Calabria è stata inserita tra le “zone rosse” italiane».

Il Tar, spiega in una nota, «viste le istanze di misure cautelari monocratiche e di abbreviazione dei termini processuali per consentire la trattazione dell'istanza cautelare nella camera di consiglio del 18 novembre 2020, depositate il 6 novembre 2020», ha considerato che «nella specie, non sussistono le condizioni per disporre l'accoglimento della richiesta cautelare monocratica, ma che ricorrono i motivi d'urgenza per disporre l'abbreviazione dei termini, al fine di consentire la trattazione collegiale dell'istanza cautelare nella camera di consiglio innanzi indicata». L'effetto quindi è: «rigetto della richiesta cautelare monocratica», accoglimento «della richiesta di dimidiazione dei termini processuali», e, per l'effetto, «fissazione della camera di consiglio del 18 novembre 2020 per la trattazione collegiale dell'istanza cautelare».

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