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venerdì 12 agosto 2022
 
 

Calcio, una "Pulce" tre volte d'oro

09/01/2012  Lionel Messi agguanta il terzo pallone d'oro ed eguaglia Michel Platini, al tempo però in cui il riconoscimento era soltanto europeo.

Se i nomi portano senso, i soprannomi a volte di più. Lionel Messi, la pulce, eguaglia Michel le Roy, monarca del pallone anni Ottanta, convertito alla democrazia e alla presidenza Uefa. La pulga, come chiamano Messi a Barcellona in onore al suo metro e 69 forse gonfiato, salta sul terzo pallone d'oro consecutivo. Segno che il talento non bada al fisico e neanche al carattere.  

L'aristocrazia ironica e vagamente snob di Platini cede il passo alla timidezza del minuscolo argentino, blaugrana d'adozione, che può ordinare alla palla quello che vuole sicuro che lo farà. Anche Platini aveva un telecomando nei piedi, ma diverso, meno bambino, più cerebrale. Messi ha il gioco felice e spensierato delle spiagge. Dà l'impressione di non farsi domande, di non far caso a quel che c'è intorno. Sembrano sempre soli là in mezzo al prato verde la palla e lui. Non badano nemmeo alla folla di stinchi che prova a fermarli. Magia pura. Non è detto che per lui sia facile, ma lo sembra e far sembrare banali cose impossibili al resto del mondo è la virtù dei grandi.


A questo proposito dà da pensare che stasera fosse ospite alla cerimonia di consegna Farina, del Gubbio: l'hanno chiamato  perché è stato onesto, perché non ha voluto i soldi della corruzione e ha denunciato i suoi corruttori. La sua presenza lì ci dice della sua schiena dritta e della sudditanza del suo mondo, e del nostro: un mondo a rovescio in cui l'onestà fa eccezione e la corruzione normalità. Un mondo, in cui il presidente della Fifa sente il bisogno di mettere l'onesto in vetrina, segno che c'è bisogno urgente di una ripulita generale, dall'alto del pallone e dal basso. A cominciare dall'esame di coscienza di ciascuno di noi,  giusto per verificare davanti allo specchio, nel calcio e fuori, quanti avrebbero saputo fare altrettanto.


E' probabile che a tanti, il mondo di Messi e quello di Farina sembrino lontanissimi, e lo sono. Ma meno di come sembra. Basta un solo Messi per esaltare la bellezza del calcio, ma servono tanti e tanti Farina per garantirne la salvezza.

 
 
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