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giovedì 26 maggio 2022
 
 

La voce della Callas torna a nuova vita

03/10/2014  E' uscito il cofanetto Callas Remastered con le incisioni della soprano dal 1949 al 1969. I curatori: "Che emozione risentire la Casta diva...".

Sono passati 37 anni dalla morte di Maria Callas, il soprano nato a New York nel 1923 da una famiglia greca. Eppure il mondo della lirica non fa che parlare di lei: della sua voce, della sua storia, della sua presenza scenica, di quanto non sia paragonabile a nessun’altra. E’ un’icona, un mito della musica. Ma come era la sua voce “dal vivo”? Che tipo di emozione si provava all’ascolto? La tecnologia oggi ci dà una mano a rispondere a queste domande: ed anche se si potrà sempre discutere sulla relazione fra informatica, strumenti tecnologici ed arte, fenomeno di per sé effimero e legato all’emozione del momento, in molti saluteranno con favore la pubblicazione curata da Warner Classics di Callas remastered:  The Complete Studio Recordings. Che, come dice il titolo, raccoglie in 69 cd l’integrale delle incisioni effettuate in studio dalla Callas: recitals, concerti, 26 opere intere in alcuni casi acquistabili separatamente.

L’impresa è stata realizzata negli studi di Abbey Road a Londra, dal produttore esclusivo Andrew Cornall, vincitore di un Grammy Award. Quando Robert Gooch, un ingegnere del suono che aveva lavorato con la Callas in alcune sue registrazioni, ha ascoltato alcune tracce rimasterizzate, ha esclamato: “Sono stupefatto…È una rivelazione. Ero praticamente in lacrime nell’ascoltare quel ‘Casta diva’…”. Ai curatori abbiamo chiesto di spiegare esattamente il lavoro svolto sulle registrazioni e cosa si intende per rimasterizzazione.
Susanna Grant, della Bowers & Wilkins che è stata partner del progetto ci ha detto: “Due sono state le caratteristiche principali: da un lato la sensibilità e l’esperienza che ci si può aspettare da Abbey Road Studio, il migliore studio di registrazione del mondo dotato dei software più all’avanguardia, grazie ai quali sono stati corretti  problemi considerati irrisolvibili; e dall’altro l’alta definizione fornita dalla tecnologia Bowers & Wilkins che ha permesso di godere di un suono che finora hanno potuto ascoltare soltanto le persone presenti alle sessioni di registrazione della Callas tra il 1949 e il 1969. Da notare che le casse usate non hanno “imbellettato” il suono, ma offerto una resa vera e autentica che ha permesso di percepire esattamente i problemi. La rimasterizzazione consiste nella digitalizzazione di un’opera originalmente registrata su nastro e del suo eventuale restauro. Gli ingegneri, Allan Ramsey e il suo team, non hanno cambiato la registrazione, presentandola così come venne approvata in occasione della esecuzione dal vivo”.

Quali sono le caratteristiche tornate alla luce della voce e dell’interpretazione della Callas?
“La rimasterizzazione mette in risalto l’inconfondibile timbro della voce di Maria Callas, le sfumature interpretative, ma anche la brillantezza e il dettaglio dell’accompagnamento orchestrale.”, spiega Adelechiara Nicoletti, della Warner Classics. Ma non mancano le curiosità. La voce della Callas era così potente che i microfoni e il nastro di allora erano incapaci di gestirla: ne risultano una serie di “bollicine” o “schiocchi” elettrici tra gli armonici della sua voce. Grazie alla rimasterizzazione effettuata oggi, le “bollicine” sono sparite.  

Oltre che ai collezionisti a chi è destinata l’iniziativa?
“Il pubblico a cui si rivolge questa iniziativa è in primo luogo quello degli appassionati di opera, che hanno così modo di riascoltare la voce della Callas come non l’hanno mai sentita prima. Ma anche agli appassionati di Alta Fedeltà: e sappiamo che molti di essi sono giovani!”.

Multimedia
La casa veronese di Maria Callas
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