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mercoledì 08 dicembre 2021
 
Arte e fede
 

La nuova vita della Cappella Teodolinda

16/01/2015  Considerato la Cappella Sistina del Nord Italia, dopo sei anni di restauri il capolavoro gotico con il ciclo pittorico dei fratelli Zavattari è di nuovo visitabile. E grazie alla permanenza dei ponteggi, fino ad aprile, lo si potrà ammirare da vicino.

Antonio Paolucci l’ha definita la Cappella Sistina del Nord Italia. Dopo un intervento durato sei anni si sono conclusi i lavori di restauro delle pitture murali della Cappella di Teodolinda del Duomo di Monza, capolavoro assoluto del gotico internazionale.

Un ciclo pittorico imponente, realizzato intorno alla metà del ‘400 dagli Zavattari, la celebre famiglia di pittori che fu attiva a Milano e in Lombardia: 500 metri quadrati, in fasce di 5 ordini sovrapposti, per raccontare in 45 scene la vita di Teodolinda, la più grande e la più famosa regina del regno longobardo in Italia. I lavori di restauro, per una cifra di circa 3 milioni di euro, sono stati promossi e in buona parte finanziati dalla Fondazione Gaiani, costituitasi nel 2007 per la cura e la promozione dei tesori del Duomo.

Si è trattato di un’operazione complessa, che ha richiesto l’impiego di un’approfondita indagine preliminare e del supporto di sofisticate tecnologie proprio per la complessità della tecnica pittorica impiegata dagli Zavattari. Una tecnica differenziata e preziosa, con affresco, tempera a secco, lacche, decorazioni a rilievo, dorature in foglia e in pastiglia. Una luminosa e coloratissima sinfonia. Proprio per dare la possibilità di fruire in pieno di un simile capolavoro, le impalcature del restauro non saranno rimosse e, fino al prossimo aprile, i visitatori avranno la possibilità di salire sui ponteggi per ammirare la bellissima regina a pochi centimetri di distanza.

Un’occasione unica, destinata a non ripetersi. Ad aprile infatti il cantiere sarà smontato e la Cappella sarà inaugurata ufficialmente. (Per le visite ai ponteggi, possibili solo su prenotazione, consultare il sito www.museoduomomonza.it). 

Teodolinda, considerata secondo tutte le fonti un esempio di pietà e di saggezza, fu una principessa bavara di fede cattolica che nel 589 andò in sposa ad Autari, re dei longobardi. Rimasta vedova a solo un anno di distanza, sposò Agilulfo, duca di Torino, chiamato alla successione. I longobardi, come noto, erano ariani, ma già Adaloardo, figlio di Teodolinda e Agilulfo, fu battezzato secondo il rito cattolico e la regina ebbe un ruolo fondamentale nelle vicende religiose e politiche del tempo, intrattenendo rapporti amichevoli con lo stesso papa Gregorio Magno e aprendo la strada al progetto di unificazione che un secolo dopo sarà realizzato da Liutprando.

Teodolinda scelse Monza come residenza preferita: vi fece erigere un palazzo e una cappella dedicata a San Giovanni Battista, trasformata poi nell’omonima Basilica, adibita anche a mausoleo reale.
Nell’altare della Cappella di Teodolinda è custodita la Corona ferrea, considerata una reliquia perché non sarebbe altro che il diadema di Costantino all’interno del quale la madre, Sant’Elena, avrebbe fatto fondere uno dei chiodi della Crocifissione di Gesù. Proprio per questo re e imperatori hanno voluto essere incoronati con il prezioso gioiello. Da Carlo Magno a Federico Barbarossa a Carlo V fino allo stesso Napoleone. Simonetta Pagnotti

 
 
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