logo san paolo
venerdì 21 febbraio 2020
 
LE STRAGI DI PARIGI
 

Cardini: siamo in guerra, ma contro chi?

09/01/2015  "Lo scontro di civiltà", spiega lo studioso, che insegna anche a Parigi, "non ci aiuta a capire questo conflitto senza fronti definiti come nelle Guerre Mondiali. Anche perché il mondo islamico non è un monolite, ma è estremamente diviso e frazionato"

Dalla Parigi colpita al cuore, dove insegna, docente emerito all’Ecole des hautes études,  di ritorno da Amman, in Giordania, lo storico Franco Cardini analizza lo sfondo culturale e sociale che c’è dietro la strage al Charlie Hebdo.
Professore, siamo in guerra, come dice Umberto Eco?
“Lo ha detto anche lui? Beh sì, c’è una guerra in corso, come dicono tutti, compreso papa Francesco. Il problema è capire tra chi e contro chi”.
Non è chiaro chi sono i nostri nemici in questo terzo conflitto mondiale non dichiarato? "Non è chiaro per nulla. Sono a Parigi e sto seguendo in diretta su un canale francese gli sviluppi della “traque”, della caccia ai due terroristi che hanno ammazzato barbaramente i redattori del settimanale Charlie Hebdo: sapevo per esperienza, ormai ho una certa età, che questa cosa non promette nulla di buono”.
Ci crede al cosiddetto “clash”, allo scontro di civiltà, come profetizzava Huntington?
“La cosa più semplice e inutile è impostare uno schema alla Fallaci, Occidente contro Islam, buoni contro cattivi. L’islam è un universo quanto mai frammentato in cui convivono gruppi, etnie, comunità, Stati nazione e Stati filoccidentali, espressioni antitetiche. Sciti contro sunniti, Paesi alleati degli Usa come la Giordania e l’Arabia Saudita, Stati terroristici come l’Isis, gruppi terroristici in aperto scontro come Al Qaeda e Isis, Paesi in cui si respira la democrazia, come il Marocco e la Tunisia ed interessanti esperimenti di integrazione complessa con un ponte tra oriente e occidente, come nella Turchia di Erdogan. Non c’è più il nemico come al fronte. Contro chi siamo in guerra? Non lo sappiamo”.  
Lei crede alla teoria del complotto, come ad esempio Grillo  in Italia? La carta di identità lasciata sul cruscotto, la scarpa raccolta per strada, l’auto che sbaglia numerose volte strada e si imbatte nelle pattuglie della polizia…
"L’azione è stata compiuta da due persone che hanno avuto un addestramento militare. Ammazzare a sangue freddo una decina di persone, sparare a un poliziotto inerme, non è cosa di cui sono capaci tutti, serve anche una preparazione mentale; direi che ci sono elementi che fanno pensare all’azione di un gruppetto, di una cellula filoislamica, magari i soli due fratelli franco-algerini con l’ appoggio di qualche basista. La mia idea è che questo sia uno dei tanti gruppi che agiscono dentro la logica dello jihadismo che è un’ideologia che ha una lontana origine religiosa e che in realtà, è un’ideologia di tipo politico. Da questo punto di vista colpire Charlie Hebdo, significa colpire un bersaglio ‘eccellente’ per fare presa, sì ma su chi? Lei cosa risponde?
"Io sono sconvolto, come tutti gli occidentali e gran parte del mondo, e partecipo al cordoglio di quelle vittime, sono solidale con le famiglie dei vignettisti di Charlie Hebdo. Ma sul bavero della giacca scriverei Je ne suis pas Charlie Hebdo, io non sono Charlie Hebdo. La libertà è veramente libertà quando ha dei limiti, quelli del rispetto delle altre persone. Io non sono d’accordo con la grande maggioranza di chi dice che questi hanno sferrato un attacco all’Occidente, alla libertà di stampa: la libertà di stampa è un'alra cosa secondo me.  C’è un attacco ai valori occidentali, ma mi domando: i valori occidentali erano quelli rappresentati da Charlie Hebdo? Il sottotitolo del Charlie era: journal (istes) irresponsable, giornale irresponsabile. Io non sono d’accordo, la libertà, concetto volteriano (di cui ho letto qualcosa anch'io) per me è responsabile, finisce quando iniziano i diritti altrui. Se certe vignette sono blasfeme e offendono chi non considera la libertà come una questione prioritaria, se me la prendo con tutte le religioni, sbeffeggio i santi, la Madonna, beh, questa non è libertà, mi devo firmare un passo prima. Ma questo naturalmente non toglie nulla alla sacralità della vita e all’efferatezza di una strage mostruosa”.  

Multimedia
Islam, le matite dalla parte di Charlie Hebdo
Correlati
Parigi, l'assassinio del poliziotto ferito
Correlati
Islam, le matite dalla parte di Charlie Hebdo
Correlati
I vostri commenti
15
scrivi

Stai visualizzando  dei 15 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 92,90 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 0,00 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%