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Carenza di ferro: un terzo delle donne non ne assume abbastanza

20/06/2013 

Il 20-30% delle adolescenti e donne europee in età fertile soffre di carenza di ferro. Un recente studio dell'Osservatorio nutrizionale del grana padano condotto su 5500 persone tra 14-18 e 19-45 anni ha individuato carenze di ferro e, in particolare per le donne, un'insufficiente assunzione per le necessità dei diversi periodi della vita fertile. Ma chiunque può rischiare l'anemia: bambini, adolescenti, anziani, donne in menopausa, sportivi. E questo vale anche per i carnivori, benché la carne bovina sia considerata un'importante fonte di questo minerale, senza cui si hanno forte stanchezza, rischio di infezioni batteriche, calo delle prestazioni fisiche e mentali, tachicardia ecc.

 

Il ferro della carne ha un inconveniente: si ossida facilmente, e col tempo i soggetti predisposti possono sviluppare tumori e altre malattie. Meglio puntare su quello dei vegetali, meno assorbibile ma meno problematico. Ottimi dunque legumi come lenticchie, fave e lupini, cereali come miglio, quinoa e riso, e ancora mandorle, prezzemolo (un vero concentrato di nutrienti preziosi), rosmarino, semi di girasole o di zucca, verdure come il radicchio verde (che tra l'altro contiene folati, importanti per non restare senza ferro); interessante anche il lievito alimentare, da usare a piccole dosi sui cibi.

C'è poi un piccolo accorgimento per facilitare l'assorbimento del ferro: consumare nello stesso pasto cibi ricchi di vitamina C. In questo periodo abbiamo peperoni rossi e verdi, meloni, ravanelli, fragole, patate novelle, piselli freschi, e ancora il prezioso prezzemolo.  Basta poi una spruzzata di succo di limone e il gioco è fatto.

Durante il giorno non facciamoci mancare il selenio (in cereali integrali e noci del Brasile), le vitamine del gruppo B (in cereali integrali e legumi) e come detto l'acido folico (verdure a foglia scura).

 

Meglio poi ridurre ciò che limita l'assorbimento del ferro: cereali raffinati, caseina (nei latticini), zucchero bianco, oli non estratti a freddo, tannini (in tè e caffè, che vanno bevuti lontano dai pasti).

Ribadiamo infine l'importanza della scelta biologica soprattutto nel caso di cereali integrali e fragole, che assorbono più pesticidi di altri cibi – recenti studi indicano un possibile legame tra queste sostanze e il rischio di contrarre il morbo di Parkinson.

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