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lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Il leader dei 5 Stelle contestato dagli angeli del fango

14/10/2014  Il leader dei Cinque Stelle scende in città dal quartiere chic di Sant'Ilario dove abita, ma trova un'accoglienza tutt'altro che calorosoa. E dopo mezz'ora ritorna in villa.

Grillo è un genovese doc, conosce la sua città come le sue tasche, ma da anni abita sulle colline di Sant'Ilario, il quartiere chic di Genova dove l'alluvione la si vede col binocolo. E così ha preso lo scooter, si è messo il casco, ed è sceso in città, in mezzo alla melma. Ma ha commesso l'errore di voler fare un piccolo comizietto in una città già abbastanza esasperata che ha bisogno solo di fatti e non di parole. Strano che un animale politico istintivo come lui abbia commesso un simile errore. Forse la stanchezza per la kermesse romana. Eppure è andata così. Pensava di prendersi la scena ed è stato allontanato dalla scena a male parole. Anche lui.


La città della Lanterna è ancora sotto una cappa di nuvole nere, anche se l'allerta per il momento è cessata. Come dopo una marea, restano per le strade i danni causatio dall'ennesima alluvione. Grillo scende dallo scooter, non si toglie nemmeno il casco e comincia a criticare il Governo, mentre si guarda intorno. Un angelo del fango gli grida: "Vuoi una pala, vieni a spalare". Lui risponde: "Ci sono già i parlamentari". La gente, per le strade melmose dei quartieri alluvionati, è esacerbata. Vista l'aria che tira, Grillo si improvvisa capro espiatorio e aggiunge: "Se vi fa piacere prendetevela con me, se vi fa piacere sfogarvi". Ma non funziona. Uno dei volontari replica: "Noi abbiamo bisogno che il Comune faccia il Comune, la Regione la Regione, lo Stato lo Stato". Ai volontari che gli dicono "vieni qui, invece di parlare", risponde: "Noi siamo dalla stessa parte". Poi se ne va, come una meteora, con la stessa velocità con cui era arrivato. Forse voleva solo saggiare l'atmosfera, come quando si ispeziona l'area di una manifestazione prima dell'inizio.

Probabilmente ritornerà in forze, circondato dai suoi parlamentari per una "mise en scène" politica più efficace. Ma deve stare attento, perché nel quadrilatero del fango la gente è stanca, i toni sono accesi e si rischia una rivolta popolare contro chi vorrebbe strumentalizzare il disastro. Genova non è il Circo Massimo, è fatta di gente orgogliosa e pragmatica, che vuol vedere le proprie cose tornare in piedi. Si è già rimessa a lavorare. Gli angeli del fango ne sono il simbolo. Se vogliono riconquistare la simpatia dei genovesi i parlamentari grillini dovranno lavorare di buona lena con pala e ramazza per molto tempo, o rischiano di pagare le conseguenze anche per i politici degli altri schieramenti, che per sicurezza a Genova non si sono proprio fatti vedere.

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