Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
mercoledì 29 maggio 2024
 
 

Carusi, l'alfiere della classica in Tv

08/04/2011  “Petrolio”, il nuovo Cd del pianista noto per le sue partecipazioni a programmi come Zelig e Mattino Cinque

La rivista di musica classica “Amadeus” lo definisce così: «Carusi è il simbolo italiano di un pianismo che accetta la sfida della più vasta e “leggera” popolarità mediatica senza nulla cedere del rigore tecnico-interpretativo preteso dalle più ardue pagine classiche». Con la musica classica, insomma, Nazzareno Carusi tenta un po’ di fare quello che Luciano De Crescenzo fa da anni con la filosofia: divulgarla con rigore ma senza annoiare anche a un pubblico che normalmente ascolta tutt’altro. Lo fa in programmi televisivi come “Zelig”, “Lucignolo” e soprattutto “Mattino Cinque”, con la rubrica “Pillole di classica”.

Quest’urgenza comunicativa è il filo conduttore anche del suo nuovo Cd, “Petrolio”, titolo tratto dall’omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini. Il pianista propone tredici tracce che oltre alla classica sconfinano nel jazz e nella musica da film. Per la maggior parte sono pagine notissime, da “Sogno d’amore” di Liszt allo Studio op. 10 n.12 di Chopin, dal tema di “Mission” di Ennio Morricone a quello di “Schindler’s list” di John Williams, sempre proposte in interpretazioni impeccabili. Ma il maggior interesse del disco sta nei brani in cui Carusi si avvale del contributo di altri artisti: a parte il “Nessun dorma” di Puccini strapazzato da Lucio Dalla, risultano di grande suggestione la “Ninna nanna” di Bramhs sussurrata con voce dolcissima da Simona Molinari e soprattutto “Oblivion” di Astor Piazzolla, il cui tema è interpretato con gusto quasi jazzistico da Fabrizio Meloni, primo clarinetto solista del Teatro alla Scala di Milano. Il risultato alla fine è raggiunto: il disco risulta godibile per il grande pubblico, ma anche i “puristi” della classica (forse) non storceranno il naso.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo