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mercoledì 22 settembre 2021
 
covid in brasile
 

La "Casa dos sonhos" riapre le porte ai bambini dei quartieri di periferia

30/07/2021  La struttura di accoglienza socio-educativa per i giovani dei quartieri più emarginati di Santa Rita, nel Paraíba, ad agosto riprenderà le attività in presenza con piccoli gruppi alternati. «Tantissimi ragazzini hanno disimparato tutto ciò che avevano appreso e hanno urgente bisogno di sostegno psico-sociale», spiega la presidente suor Judith Gómez. Nel Paese la situazione della pandemia resta drammatica e buona parte della popolazione manifesta contro il Governo Bolsonaro

(Nella foto: la sede della "Casa dos sonhos", a Santa Rita, Stato del Paraíba, in Brasile)

«In Brasile la situazione è drammatica, i numeri dei contagi e delle morti sono elevatissimi e la vaccinazione prosegue ancora con lentezza. In tutto il Paese 125 milioni di persone sopravvivono in emergenza alimentare. Come in tutte le periferie brasiliane, anche qui nel Paraiba le condizioni delle famiglie sono drammatiche. Noi in questo momento stiamo dando sostegno alimentare a 115 famiglie della comunità e continuiamo ad assistere 130 bambini e adolescenti». Suor Judith Gómez, 60 anni, missionaria argentina, da tanti anni vive in Brasile dove ha fondato - con la consorella Estela Maria Nuñez - e tuttora dirige l'associazione Casa dos sonhos, una struttura di accoglienza socio-educativa per bambini e giovani dei quartieri più poveri ed emarginati di Santa Rita, municipio dello Stato nordestino del Paraíba - il più prossimo all'Africa - molto vicina alla capitale João Pessoa. La Casa dos sonhos è un centro sociale e di aggregazione, un punto di riferimento per ragazzini e genitori della Comunità di Santo Amaro - comunità è il nome che oggi definisce le favelas brasiliane - con azioni di prevenzione, assistenza, educazione e formazione.

«Le famiglie che seguiamo stanno passando una situazione particolarmente diffiicile fal punto di vista economico a causa della pandemia: la maggior parte dei genitori sono disoccupati, alcune madri riescono a guadagnare qualcosa grazie ai lavori domestici, sopravvivono grazie al programma di welfare Bolsa família e ai sussidi del Governo». Alla Casa dos sonhos tutte le attività sono ancora a distanza: a causa delle restrizioni, i ragazzini fino ad oggi sono rimasti a casa e non hanno più potuto frequentare il centro. Ad agosto però abbiamo deciso di ricominciare in presenza attraverso un sistema ibrido, con la formazione di piccoli gruppi che si alternano di settimana in settimana, mattina e pomeriggio».

Il distanziamento fisico, anche qui, ha approfondito i problemi già presenti in una comunità afflitta da disagio sociale, emarginazione, mancanza di mezzi. Molte famiglie non solo non hanno la connessione Internet in casa, ma neppure un telefonino. «La scuola in questi mesi è stata assente e il servizio educativo molto precario. Fino a marzo noi abbiamo assistito i ragazzini mandando materiale scolastico. Ma a luglio abbiamo cominciato a realizzare delle analisi sulla situazione educativa dei ragazzi e i risultati sono sconfortanti: il 90% di loro è del tutto primo di stimoli, non ha più alcun interesse nello studio; la maggior parte di loro presenta problemi di apprendimento, molti si trovano nella condizione di essere tornati indietro e di aver perso tutto quello che avevano imparato, addirittura non sanno più leggere. Il 30% ha bisogno di assistenza psico-pedagogica». 

In tutto il Brasile da diverso tempo buona parte della popolazione scende per le strade per manifestare contro la pessima gestione della pandemia da parte del Governo e per chiedere l'impeachment del presidente Jair Bolsonaro. «Il movimento "Fora Bolsonaro" (fuori Bolsonaro) è nazionale e anche qui nel Paraíba sono state organizzate proteste di piazza. La situazione della pandemia è davvero drammatica e credo che per questo motivo le manifestazioni nelle prossime settimane diventeranno ancora più frequenti». A parlare, insieme a suor Judith, è Kaline Vieira, 36 anni, giornalista di João Pessoa, responsabile della comunicazione presso la Casa dos sonhos. Il Nordest del Brasile è una roccaforte dell'opposizione a Bolsonaro, tuttavia, ricorda Kaline, «nel Paraíba il presidente ha vinto le elezioni nelle due città principali, João Pessoa e Campina Grande. Ha perso in tutto il resto dello Stato, nelle zone rurali, dove tradizionalmente è radicato il Partito dei lavoratori». 

Kaline lavora presso una Fondazione per la difesa dei diritti umani a João Pessoa. E osserva: «Con questo Governo ogni giorno assistiamo a una forma di attacco, contro le comunità indigene, i popoli dell'Amazzonia, contro gli afrobrasiliani e i quilombos (le comunità formate da afrodiscendenti). Tutto quello che avevamo conquistato con tanta fatica e impegno in termini di diritti questo Governo lo ha distrutto in modo sistematico. Ciò che sta accadendo in Brasile è molto doloroso.  Eppure, mentre il movimento "Fora Bolsonaro" cresce e si amplia il fronte degli oppositori, alla stessa maniera cresce il conservatorismo. Bolsonaro non è isolato: può ancora contare su una base solida di sostenitori. La sua popolarità è crollata, ma il Paese è profondamente spaccato».

Aggiunge suor Judith: «Il Governo persegue una politica di distruzione pianificata, non casuale, porta avanti un piano di devastazione ambientale. E l'élite brasiliana lo appoggia. L'elezione di Bolsonaro, a ottobre del 2018, per me è stata un evento molto triste. Tanti giovani della nostra comunità, tantissimi afrobrasiliani hanno votato per lui e lo hanno sostenuto. E' come se il Paese avesse dimenticato le conquiste realizzate nel passato. Come se il Brasile, e l'America latina, non avessero più memoria». 

L'associazione Casa dos sonhos da anni ha un legame stretto con l'Italia e riceve il sostegno due associazioni italiane, Senza frontiere Onlus (www.senzafrontiere.eu) e Fondazione Mission bambini (www.missionbambini.org). Per informazioni sulla struttura socio-educativa brasiliana e su come aiutare: www.casadosonhos.org

 

 
 
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