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venerdì 18 giugno 2021
 
 

Casa Santa Marta: la scelta di stare tra la gente

12/03/2014  Papa Francesco ha deciso di non abitare negli appartamenti papali ma di rimanere nello stesso residence che l'aveva accolto, più di un anno fa, durante il Conclave. Una scelta controcorrente, ma coerente con il desiderio del Pontefice di vivere una vita quanto più possibile comunitaria.

Da un anno Casa Santa Marta è la residenza di Papa Francesco. Bergoglio ha deciso immediatamente dopo la sua elezione di non abitare l’appartamento papale nel palazzo Apostolico come aveva fatto tutti i Papi prima di lui. E’ stato un segno che molti hanno letto come la massima discontinuità del pontificato di Francesco. Bergoglio ha sempre lasciato dire.
Poi un giorno durante l’udienza alle scuole italiane dei gesuiti ha spiegato perché: “Io ho la necessità di vivere fra la gente, se vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene”. Così è rimasto a Santa Marta. Sulla porta ci sono due guardie svizzere perché loro per ufficio devono vigilare sulla persona del Papa e dunque sulla residenza del Papa e si sposta la residenza si spostano anche loro. La curiosità sulla casa del Papa è grandissima.
Ci sono al mondo solo due residenze di capi di Stato sui quali si spreca così tanta curiosità: la Casa Bianca e la Casa del Papa. Con Bergoglio la casa del Papa è cambiata, ma non è venuta meno la curiosità. Prima si favoleggiava sull’appartamento pontificio. Ora accade per Santa Marta.

Domus Sanctae Marthae, questa la sua dicitura esatta, è sostanzialmente un albergo, o meglio un residence. L’idea di costruirla venne a Giovanni Paolo II per rendere più confortevole la vita dei cardinali durante il Conclave. L’uso delle stanze di santa Marta a questo scopo sono previste dalla Costituzione apostolica Universi dominici gregis, promulgata da Wojtyla nel 1996, che cambiò le regole che governano i Conclavi.
Tra esse anche quelle che riguardano la residenza. Nel resto del tempo la Domus è un residence. Vi abitano sacerdoti e monsignori che lavorano in Vaticano. Ma si può anche prenotare per pochi giorni. Lo fanno vescovi che vengono in Vaticano per incontri e colloqui, alcuni vescovi italiani durante le assemblee della Cei. Funziona né più né meno come un qualsiasi altro albergo. Anche adesso che vi abita il Papa.

La casa è gestita dalla suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’Paoli e ha un direttore, mons. Battista Ricca. In tutto ci sono 109 suites e 20 camere singole. E’ stata costruita agli inizi degli anni Novanta, quando venne abbattuto il complesso precedente che risaliva nel 1891.
I lavori, iniziati nel 1992, suscitarono le proteste di “Italia Nostra”, perché l’edificio toglieva l’unica vista da fuori del Vaticano al complesso della basilica di san Pietro. Non fu una polemica da poco perché coinvolse il Comune di Roma e il governo italiano, finché nel 1993 il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (Icomos) un organismo internazionale incaricato di vigilare sulla protezione di siti e monumenti di interesse mondiale, e l’Unesco dettero parere favorevole al nuovo fabbricato dentro le Mura vaticane. Il progetto è stato preparato dall’architetto americano Astorino.
La Domus sarebbe costata circa 20 milioni di dollari, pagati all’epoca da un benefattore americano. I piani sono cinque più un seminterrato. Il Papa abita nella suites 201, dove si trasferito dopo il Conclave, durante il quale gli era stata assegnata per sorteggio la stanza 207. Il regolamento del personale laico della Fondazione Domus Sanctae Marthae è stato promulgato nel 2010 ed è pubblicato sul sito della Santa Sede.

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