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giovedì 19 maggio 2022
 
BERLUSCONI
 

Caso Ruby: l'età dell'innocenza

18/07/2014  I giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno assolto l'ex premier, imputato per concussione e prostituzione minorile. In primo grado il fondatore di Forza Italia era stato condannato a 7 anni.

Silvio Berlusconi in un'immagine di archivio. Foto Ansa.
Silvio Berlusconi in un'immagine di archivio. Foto Ansa.

Assolto. Stando a quanto deciso dai giudici della seconda Corte d'Appello di Milano Silvio Berlusconi non ha fatto pressioni sui funzionari della Questura per ottenere il rilascio di Ruby, dunque non è colpevole di concussione,  né ha commesso nessun reato che possa esser ricondotto alla prostituzione minorile. Per entrambi i capi di imputazione, un anno fa circa, in primo grado,  l'ex premier era stato condannato a 7 anni.

Nel dettaglio:  Berlusconi è stato assolto dal reato di concussione «perché il fatto non sussiste» e dal reato di prostituzione minorile «perché il fatto non costituisce reato». Esulta l'avvocato difensore Franco Coppi: una sentenza «che va oltre le più rosee previsioni». Esultanza in Forza Italia. Renato Brunetta, in particolar modo, ha chiesto una commissione d'inchiesta «sul golpe del 2011». Berlusconi ha lasciato la Sacra Famiglia di Cesano Boscone senza rilasciare dichiarazioni.

Karima El Mahroug, detta Ruby, la giovane ragazza marocchina al centro dell'inchiesta . Foto Ansa.
Karima El Mahroug, detta Ruby, la giovane ragazza marocchina al centro dell'inchiesta . Foto Ansa.

Uno dei motivi per cui Silvio Berlusconi è stato assolto dal reato di prostituzione minorile «perché il fatto non costituisce reato» potrebbe essere che l'ex premier non era a conoscenza che Ruby fosse minorenne, ha spiegato l'avvocato Franco Coppi, chiarendo che questa «era una delle tesi» della difesa, ma anche che bisognerà attendere le motivazioni. L'assoluzione dalla concussione «perché il fatto non sussiste», invece, secondo il legale «è più semplice, il fatto è inesistente».

Silvio Berlusconi in un'immagine di archivio. Foto Ansa.
Silvio Berlusconi in un'immagine di archivio. Foto Ansa.

«Sono profondamente commosso: solo coloro che mi sono stati vicini in questi anni sanno quello che ho sofferto per un'accusa ingiusta e infamante». Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha commentato in una nota la sentenza che l'ha visto assolto in secondo grado nel processo Ruby. «Per questo - ha aggiunto - il mio primo pensiero oggi va ai miei affetti più cari, che hanno sofferto con me anni di aggressione mediatica, di pettegolezzi, di calunnie, e che mi sono stati accanto con serenità e affetto ineguagliabili».

Nel dirsi «commosso», Silvio Berlusconi ha anche rivolto un pensiero «ai tanti, tantissimi amici, collaboratori, sostenitori, e soprattutto ai milioni di italiani che hanno continuato a credere nelle nostre battaglie politiche e a starmi vicino nonostante tutti i tentativi di infangare il mio nome e la mia onorabilità. È grazie a loro che ho potuto resistere, sul piano umano e sul piano politico». «Un caloroso ringraziamento ai miei avvocati», ha aggiunto il Cavaliere: «al professor Coppi, all'avvocato Dinacci, all'avvocato Ghedini e all'avvocato Longo che hanno saputo fare il loro lavoro non soltanto con altissima professionalità e competenza, ma anche con quella passione civile, con quella sensibilità umana, con quella sete di verità che hanno dato ancora più valore al loro eccellente lavoro. Un pensiero di rispetto va poi alla Magistratura, che ha dato oggi una conferma di quello che ho sempre asserito: ovvero che la grande maggioranza dei magistrati italiani fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli».

«Da oggi», si leggeva infine nella nota firmata da Silvio Berlusconi,«possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia. Credo che questo sia nell'interesse dell'Italia, della democrazia, della libertà».

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