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martedì 30 novembre 2021
 
 

I black bloc? Ottimi per la Casta

20/10/2011  Oggi più che mai, di fronte agli sfacciati privilegi della Casta, le ragioni della protesta degli indignati sono valide. Ma grazie ai black bloc non c'è più modo di manifestarle.

A Roma gli indignati sono scesi in piazza, ed è finita come sappiamo. Sono loro, non il Governo e i potentati economici, le principali vittime della violenza. Non possono pensare ad altri cortei di protesta, e non solo perché sarebbero vietati.

     Se la tattica per rendere inoffensivi i black bloc consiste nel chiedere una fideiussione agli organizzatori, in modo da risarcire le vittime di incendi e devastazioni, davvero stiamo freschi. Né appare più realistica l’idea di controlli analoghi a quelli esercitati negli stadi. Nelle strade cittadine non esistono cancelli o tornelli, con personale addetto a chiedere i documenti e scovare bottiglie molotov. I teppisti, domani come ieri, avrebbero campo libero. Insomma la protesta civile è ridotta al silenzio, con sommo gaudio di quelli che dovevano esserne i destinatari.      

     Eppure mai come oggi, anzi più ancora dopo i tumulti, le ragioni degli indignati dovrebbero trovare udienza. Gli analisti ne hanno rimarcato le caratteristiche internazionali, che indubbiamente esistono. Ma c’è Paese e Paese. A New York, Berlino, Roma non si manifesta per gli stessi motivi. Oltre alla crisi che sta investendo un po’ tutti i continenti, da noi c’è un elemento aggiuntivo. Parliamo della cosiddetta e malfamata Casta, che non solo si mostra indifferente ai reclami ma addirittura, dopo i tumulti, aumenta il proprio tasso di venalità e arroganza.

     Basta scorrere ogni mattina i giornali. Si va dal rifiuto di pagare certe tasse, dovute dalla gente comune, alla conservazione ed anzi all’estensione di inammissibili privilegi, uno più offensivo dell’altro. Doppie pensioni, triplici incarichi, sconti ed esenzioni, nomine a clienti politici, cacciata di quelli sgraditi ancorché onesti e capaci. Da ultimo, mezzo miliardo delle vecchie lire a chi rinuncia per cinque anni alle auto blu. Mentre Berlusconi annuncia olimpico che “non ci sono soldi”, roba che grida vendetta. E come dolce finale, la promozione a viceministri e sottosegretari di peones che hanno così monetizzato il loro voto in Parlamento.      

     Tragga il lettore da solo le conclusioni. Ripetiamo. Le ragioni della protesta sono sempre valide, e semmai ancor più attuali e fondate. Eppure non c’è più modo di farle ascoltare. Bel successo per i black bloc. La grande finanza neanche ci fa caso, il governo ci sguazza. A pagare dazio rimangono solo le famiglie che vorrebbero più giustizia ed efficienza. Una vergogna.

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