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Esteri
 

Catalogna proclama l'indipendenza e Madrid scioglie il Parlamento di Barcellona

28/10/2017  Il governo regionale catalano proclama in maniera unilaterale l'indipendenza dalla Spagna e appena pochi minuti dopo, con pugno duro, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sciolto il Parlamento di Barcellona, destituito Carles Puigdemont, definito criminali gli indipendentisti e assunto direttamente la presidenza della Catalogna e i suoi ministri le altre competenze. Stabilite le date delle prossime elezioni per il prossimo 21 dicembre.

Rajoy scioglie il parlamento catalano.
Rajoy scioglie il parlamento catalano.

Ieri alle 17 e 27 è arrivata la rottura definitiva in Catalogna: il Parlamento di Barcellona ha dichiarato in maniera unilaterale la sua indipendenza della Spagna e ha iniziato a dare il via al processo costituente della nuova Repubblica sovrana. Tutto questo con appena due voti per garantire la maggioranza dell'Assemblea.

Appena ventidue minuti dopo, il Senato iberico ha inviato da Madrid un fax agli uffici dell'autoproclamato nuovo presidente della Repubblica catalana Carles Puigdemont, per annunciare che aveva attivato l'art.155 della Costituzione, che commissaria la regione ribelle.

Questo avrebbe riportato in vita la Comunidad autonoma di Catalogna, una Catalogna per nulla indipendente, quella che di fatto come un tempo è solo una regione della Spagna. 

In pratica esistono di fatto due Catalogne: entrambe virtuali. Una Catalogna repubblica autoeletta, che ha la fedeltà di 754 sindaci sul 947 municipi e forse una parte dei Mossos d'Esquadra. Proprio il comandante dei Mossos, la polizia regionale catalana, Josep Lluis Trapero, è stato rimosso con un ordine del ministero degli Interni spagnolo. La rimozione di Trapero - che ieri non era stata annunciata dal governo spagnolo - è prevista dall'attivazione dell'art. 155 della Costituzione per il commissariamento della Catalogna, pubblicata stamani nella Gazzetta ufficiale, ripresa dai media spagnoli. Trapero è accusato di "sedizione" dalla magistratura spagnola per le manifestazioni a Barcellona del 20 e 21 settembre e si trova ora in ibertà vigilata.

La Catalogna spagnola ha da parte sua la polizia, l'esercito e soprattutto il 52 per cento degli elettori catalani del 2015, che in un primo tempo non avevano chiesto la secessione. 

Di fatto, comunque, per ora si tratta di una rivoluzione fatta con senso civico e non violenta. Si teme però una escalation, anche perché già lunedì sarà probabilmente presentata la deuncia davanti al Tribunale di Carles Puigdemont, per ribellione e sedizione, se opporrà resistenza a lasciare il suo incarico.

Antonio Tajani, presidente del Parlamento UE ha dichiarato: «La dihiarazione d'indipendenza è una violazione dello Stato di diritto della Costituzion spagnola e dello Statuto dell'Autonomia Catalana, Nessuno in Europa la riconoscerà». Mentre Steffen Selbert, portavoce di Angela Merkel ha detto. «Il governo tedesco osserva con preoccupazione la violazione della Costituzione. La sovranità e l'integrità territoriale della Spagna rimangono inviolabili».

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