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lunedì 27 giugno 2022
 
 

Catania, il miracolo di Ivana

13/04/2013  Partorisce in coma per un aneurisma cerebrale. I medici la danno per spacciata. Ma due settimane dopo si sveglia perfettamente guarita e riprende la vita normale.

“E’ stato papa Wojtyla a salvarmi” Ivana Grasso lo ha ripetuto più volte, davanti ai giornalisti che le chiedono lumi su quel risveglio miracoloso, in un letto dell’ospedale Garibaldi di Catania. Quando vi era entrata, era al settimo mese di gravidanza, in grembo la seconda figlia. Era stata colpita da un aneurisma. I medici allargavano le braccia, la davano per spacciata. Due giorni dopo il ricovero i medici cercano di salvare la figlia. Mentre la madre è in coma, attaccata alla macchine e ai tubi, la fanno partire. Nasce Rebecca Maria, pesa solo un chilo, ma cresce dentro l’incubatrice, oggi è perfettamente sana, ed è già un primo miracolo. Ma per la madre i medici non danno speranze. “Abbiamo pregato per ore, ogni giorno, ogni minuto”, ricorda il marito.


Dopo due settimane, all’improvviso, il secondo miracolo: la donna esce dal coma, si risveglia, perfettamente lucida. “Ho parlato incessantemente con papa Giovanni Paolo II”, dirà ai cronisti e ai familiari, “appena mi sono addormentata lui si è seduto accanto a me e mi ha chiesto di pregare la Madonna. Ogni giorno mi abbracciava. Poi mi ha detto: ora devo andare non smettere mai di pregare”. Quando lo racconta piangono tutti: familiari, infermiere, caposala, il medico e il primario. Lei saluta tutti: le hanno dato il foglio di dimisioni. Il paziente è guarito, può ritornare alla vita di tutti i giorni.

 
 
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