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lunedì 17 maggio 2021
 
 

Cazzola: difficile farla funzionare

11/06/2013 

Giuliano Cazzola, economista, è stato vice presidente della Commissione Lavoro fino allo scorso marzo. Come dirigente sindacale e come politico si è occupato a lungo di lavoro e welfare, ma sull’effettiva efficienza della staffetta generazionale avanza qualche perplessità.

 

L’idea della “staffetta” non è nuova, pensa che questa volta possa funzionare?

«Credo che la staffetta generazionale sia un'idea da libro “Cuore” della previdenza. Non credo che una pratica così strutturata troverà molte adesioni, salvo qualche caso di nicchia in cui siano molto forti le motivazioni di contesto come, per esempio, nei settori del non profit. In generale, invece, un lavoratore anziano che intende continuare a lavorare cerca di andare in pensione appena può e magari trovare un'altra occupazione da pensionato. Potrebbe essere interessato al marchingegno della staffetta solo se il giovane assunto fosse il figlio o un parente. Detto questo, staremo a vedere cosa accadrà. Questa volta dovrebbe essere superata una delle condizioni fino ad ora preclusive: non ci sarebbero infatti penalizzazioni sulla pensione per effetto del part time, poiché la differenza dei contributi sarebbe a carico dello Stato.

 

Bastano i fondi per integrare i contributi previdenziali che il lavoratore va a perdere?

 «L'ipotesi allo studio riguarda tutto il territorio nazionale. Il fatto è che per motivi di carattere finanziario occorrerebbe prestabilire il numero dei casi di staffette. Si parla di 50mila casi per una spesa di 500milioni o di 100mila per una spesa doppia. Se così fosse, sarebbero necessari anche dei criteri selettivi, magari anche delle ripartizioni a livello territoriale».

Vista la situazione economica delle famiglie, come si può convincere un lavoratore a rinunciare a parte dello stipendio?

«In effetti è un altro problema reale, molto difficile da risolvere».

 

Non c’è il rischio che ci sia un tacito accordo per cui le aziende assicurano al lavoratore anziano di assumere il figlio o un parente?

«Questo è ben più di un rischio. Quindi, a mio avviso, dovrebbe essere proibito dalla legge. Mi auguro che il ministro Giovannini provveda in tal senso».

 

Crede che la stima di 100mila nuove assunzioni sia realistica?

«Perché l'operazione abbia successo ci vorrebbe una governance dirigistica. In sostanza dovrebbero essere le imprese a imporre la trasformazione a part time dei rapporti di lavoro dei dipendenti più anziani per poter usufruire di qualche beneficio fiscale e di inserire del personale più giovane. Ma c’è già il contratto di apprendistato che svolge questa funzione».

 
 
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