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mercoledì 22 settembre 2021
 
 

L'omaggio dei grandi interpreti di oggi

10/10/2013  Chailly, Noseda, Barenboim, Pavarotti, Kaufmann, Netrebko: i migliori direttori d'orchestra e le migliori voci fanno rivivere la sua musica nei Cd.

Il bicentenario verdiano non poteva passare inosservato alle case discografiche, che infatti hanno preso spunto dalla ricorrenza per pubblicare svariate novità e riproporre in Cd alcune registrazioni memorabili. Correva il 1974 quando Carlo Bergonzi incise tutte le 31 arie operistiche composte da Verdi per la voce di tenore. Era un’impresa mai tentata da nessuno, e che non poteva non sollecitare l’ambizione e la fantasia del grande cantante parmigiano, desideroso di dimostrare il suo buon diritto a essere considerato il tenore verdiano per antonomasia del XX secolo. L’exploit di Bergonzi viene ora presentato dalla Decca in un cofanetto di tre Cd, contenente anche l’illuminante saggio originale di Rodolfo Celletti.

Quattro anni più tardi, Luciano Pavarotti, in un momento rigoglioso della sua radiosa vocalità, affrontò le cosiddette “arie alternative”, che Verdi scrisse per compiacere alcuni illustri cantanti: ad esempio Nicola Ivanoff, per il quale compose, su interessamento di Rossini, l’aria «Odi il voto» per Ernani. Accanto a Pavarotti c’è Claudio Abbado, e il Cd (Warner Classics) include anche due pagine poi ripudiate da Verdi, il Preludio per la prima versione di Simon Boccanegra e la sinfonia per l’esordio di Aida alla Scala.

A Riccardo Chailly si deve invece una fascinosa raccolta di pagine orchestrali
(Decca) che propone anche rarità quali i ballabili di Jérusalem e l’ouverture di Alzira. Da segnalare in particolare la splendida sinfonia della Forza del destino. Dal canto suo Daniel Barenboim offre una convincente lettura della Messa da Requiem (Decca), alla guida dell’Orchestra della Scala e affiancato da ottimi solisti, fra i quali spicca, per intensità espressiva se non per correttezza di emissione, Jonas Kaufmann.

Un ulteriore valido contributo discografico alle celebrazioni verdiane proviene dall’Orchestra del Teatro Regio di Torino, oggi tra le migliori nel panorama operistico italiano. Sotto la fervida bacchetta di Gianandrea Noseda, la compagine torinese è stata dunque impegnata in due recital insieme a Roland Villazón (Deutsche Grammophone) e Anna Netrebko (Deutsche Grammophone). Di Villazón, voce tenorile di prim’ordine che ha ripreso il cammino momentanamente interrotto, possiamo apprezzare una prestazione che lascia adito a rinnovate speranze per un promettente futuro. Accanto a pagine celeberrime e ad altre tratte da opere di meno frequente esecuzione (per esempio Il corsaro e Oberto, conte di San Bonifacio), figurano tre romanze scritte dal giovane Verdi e proposte nell’orchestrazione di Luciano Berio. La Netrebko spazia da Giovanna d’Arco a Don Carlo, passando per Macbeth, Il trovatore e I vespri siciliani.

Donna affascinante da vedere, lo è quasi altrettanto da ascoltare, se non fosse per lo sforzo che si avverte in più di un momento (per esempio nell’aria di Elisabetta), inteso a padroneggiare le tessiture e gli accenti non proprio congrui alla sua vocalità, costretta talora a mortificare la purezza del timbro fascinoso.

 
 
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