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lunedì 27 giugno 2022
 
Calcio malato
 

Centomila euro a gara per tenere il Catania in Serie B

29/06/2015  Lo ha ammesso il presidente della società, Antonino Pulvirenti, davanti al magistrato, spiegando di avere comprato le cinque gare al centro dell'inchiesta. Ma ha negato di avere scommesso: ha agito per salvare il Catania dalla retrocessione. Intanto l'inchiesta sul "calcio sporco" al Sud è in evoluzione e si ipotizza lo slittamento dei calendari, dalla B alla D.

Il presidente del Catania Antonino Pulvirenti «nel corso di un lungo interrogatorio ha ammesso di avere comprato le cinque partite al centro dell'inchiesta, a partire dal match Varese-Catania». Lo ha affermato  il procuratore di catania Giovanni Salvi. Pulvirenti avrebbe agito per salvare la squadra, versando 100 mila euro a gara per evitare la retrocessione del Catania in Lega Pro. Questa l'ammissione durante l' interrogatorio davanti al magistrato. Il presidente del Catania ha negato di avere scommesso, ma di avere agito per salvare il Catania. Sarebbero infatti cinque le gare del Catania al centro dell'inchiesta della procura, su presunte partite comprate dalla società etnea per evitare la retrocessione della squadra dalla Serie B.

Già una settimana fa, il 23 giugno, era scattata a Catania un'importante operazione che ha portato a sette ordinanze di custodia cautelare, tra le quali spicca prioprio quella del presidente del club etneo, Antonino Pulvirenti, destinatario di un provvedimento di arresti domiciliari, che si è dichiarato totalmente etraneo ai fatti e in grado di dimostrarlo: «Abbiamo la massima fiducia nella magistratura catanese - afferma l'avvocato del presidente Pulvirenti, Giovanni Grasso. Il presidente intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella Società Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva».

Insomma, ancora una notizia di "calcio malato" proprio all'inizio dell'estate e nel pieno della campagna acquisti dei giocatori (e allenatori) in vista dei campionati 2015-2016. E l'inchieta al Sud è in piena evoluzione, tanto che c'è già chi ipotizza lo slittamento dei calendari, dalla B alla D. Du8nque, la solita bufera sul calcio, che si ripete periodicamente e puntualmente, «patologica conseguenza del tramonto della vecchia innocente schedina, soppiantata ormai da scommesse sulle singole partite e addirittura sugli eventi all'interno delle singole partite», come ha ben sintetizzato il Pm di Catanzaro, Elio Romano, titolare dell'inchiesta "dirty soccer", che tradotto letteralmente significa "calcio sporco".

A questo punto si pone il problema dei calendari, tra processi sportivi (da concludere entro agosto), problemi finanziari che potrebbero portare all'esclusione di altre squadre e ripescaggi: non è escluso quindi che l'inizio dei campionati possa slittare. «È una vergogna, è imbarazzante, certo non c'è mai limite al peggio», ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, davanti all'ennesima bufera estiva del pallone che però, a detta del presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi «non rischia di invalidare il campionato cadetto: per definizione la responsabilità è individuale, quindi risponde chi paga». «Assicuro che la Lega che rappresento, come è già successo nell'ambito del procedimento penale attivato dalla Procura di Cremona, non darà tregua ai responsabili di queste nefandezze».

 
 
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