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giovedì 14 novembre 2019
 
Teatro
 

Ceronetti va alla guerra

06/10/2014  L'"artista di strada", classe 1927, assiste e partecipa alla rappresentazione del suo ultimo spettacolo, "Quando il tiro si alza", andato in scena al Piccolo Teatro Grassi. Un poetico omaggio al dolore versato, una mesta condanna dell'assurdità di ogni conflitto.

Guido Ceronetti, classe 1927, giornalista, drammaturgo, poeta, traduttore dal greco, dal latino e dall’ebraico, “artista di strada” come si autodefinisce, torna al Piccolo Teatro Grassi di Milano con la sua compagnia del Teatro dei Sensibili. Ricorda, nel suo modo inconfondibile, il centenario della prima guerra mondiale, a cui anche suo padre aveva partecipato, combattendo sul Carso. Il suggestivo titolo, Quando il tiro si alza, rievoca l’episodio in cui due giorni prima dell’offensiva anglo-francese sulla Somme del 1 luglio 1916 gli ufficiali britannici, schierati davanti alle posizioni tedesche di Fricourt, si riuniscono per un brindisi prima dell’attacco.

Incaricato di pronunciare una frase di circostanza, il capitano Harshwell dice: «Signori, a quando si alzerà il tiro di sbarramento». Dopo lo scontro il battaglione inglese viene ridotto da ottocento ad ottanta uomini, tra i caduti lo stesso Harshwell così che la frase rimane celebre per la sua tragicità e per Ceronetti diventa un epitaffio per ricordare le tantissime vittime del conflitto.

I drammatici fatti non sono rievocati in ordine cronologico, ma introdotti da brechtiani cartelli con le date e i luoghi a cui seguono brevi e significativi episodi finalizzati a mettere in luce i sentimenti e le sofferenze dei soldati coinvolti e delle loro famiglie che li hanno aspettati, spesso invano. La maggior parte dei soldati, partiti da ogni parte dell’Europa, non è più tornata, come è evidenziato nella toccante scena in cui un reduce si reca dalla moglie di un soldato da lui ucciso per chiederle perdono e lei, nonostante il dolore, lo invita in casa a piangere insieme.

Tra le canzoni dell’epoca, gli episodi narrati e la lettura di testi di Giuseppe Ungaretti, Guido Piovene, Céline, la Bibbia e lo stesso Ceronetti, si assiste ai combattimenti nelle trincee, alle preghiere dei soldati, alla coraggiosa morte di Mata Hari, alla strage degli Armeni, ai racconti dei reduci con gravi menomazioni fisiche o mentali, tutti “malati di guerra”.

Ceronetti è in scena, seduto sul lato, e osserva con sofferenza ogni evento, intervenendo e anche cantando. Affianca così gli attori della sua compagnia e la ballerina “ignota”, come il milite ignoto, che rappresenta la guerra stessa e che, a volte, ghermisce la falce per impersonare la morte.

Gli attori, dai vestiti neri, aggiungono oggetti come un elmo, un velo, un fucile così da caratterizzare con semplicità, ma con incisività lo svolgersi delle vicende, inoltre scendono in platea, sparando tra la folla per scuotere il pubblico e sottolineare la violenza e la realtà della guerra. Toccanti i momenti in cui i soldati nelle trincee spiegano che la guerra è stata fatta solo per il desiderio dei potenti e che nessuno capisce davvero la sofferenza di un altro essere umano finché non vive la guerra. Alcuni episodi sono suggeriti solo da elementi scenici come una mano con un guanto bianco in segno di resa stilizzata in un teatrino.

Lo spettacolo si chiude con la sinfonia del “silenzio”, suonata dalla fisarmonica e con la crocifissione di un soldato, come simbolo del sacrificio di tante vite, cosi da rappresentare, come è scritto su un telone sul fondo della scenografia “la storia dal volto inumano”.

Ceronetti con un gesto di grande poesia, nonostante sia piegato dall’età, alla fine si alza e depone un fiore bianco come omaggio alle vittime. Uno spettacolo che va visto soprattutto dai giovani di oggi che, al di là delle nozioni imparate a scuola, non sanno come fosse vivere in una trincea nel fango e con la paura degli assalti. Sempre nelle celebrazioni del centenario della Grande Guerra, fino al 12 ottobre è in scena al Teatro Menotti, L’é el dì di mòrt, alégher, Navigli e trincee, storie e canzoni della Grande Guerra, tratto da testi di Delio Tessa, Carlo Salsa, Emilio Lussu, Enzo Jannacci, Boris Vian, Corrado Alvaro e interpretato da Marco Balbi e Alarico Salaroli con la regia di Emilio Russo. La singolarità dello spettacolo è che pubblico e attori condividono il palcoscenico e i ricordi, stando seduti a un grande tavolo.

DOVE & QUANDO

  

QUANDO IL TIRO SI ALZA. WHEN THE BARRAGE LIFTS. IL SANGUE D’EUROPA: 1914-1918 scritto, diretto e interpretato da Guido Ceronetti e gli attori del Teatro dei Sensibili con Luca Mauceri, Eléni Molos, Valeria Sacco, Filippo Usellini e con la partecipazione di Elisa Bartoli. Produzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa. Al Piccolo Teatro Grassi di Milano, dal 3 al 5 ottobre 2014, www.piccoloteatro.org

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