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mercoledì 08 dicembre 2021
 
 

Charlie Hebdo, ma è satira questa?

04/01/2016  Il settimanale satirico a un anno dalla strage pubblica una copertina con un terrorista con le sembianze di di un dio di tutte le religioni. I vescovi francesi liquidano la cosa in un tweet ironico: è il genere di polemiche di cui la Francia ha bisogno?

"Un anno dopo, l'assassino è ancora in libertà". Kalashnikov sulle spalle, aria furtiva, vestiti lordi di sangue, sguardo tra l'aggressivo e lo spaventato, dio (ma un dio generico, di tutte le religioni), dopo avere ucciso giornalisti e vignettisti di Charlie Hebdo ai primi di gennaio, non è stato ancora arrestato. "L'assassino corre sempre", è ancora a piede libero, recita il titolo. E' la copertina disegnata da Riss, su uno sfondo nero, del numero anniversario della strage di Charlie Hebdo in edicola il 6 gennaio, un anno dopo gli attacchi che hanno sconvolto la Francia e il mondo intero. Così facendo i vignettisti del settimanale non solo confondono l'estremismo e il terrorismo di matrice islamica con la religione cristiana e l'Islam, ma addirittura danno la colpa del terrorismo a tutte le religioni, cristiani compresi.

Inutile soffermarsi  sul cattivo gusto e sull'assurdità di una provocazione del genere, che certo non fa bene alla tradizione del Charlie Hebdo e alla satira in genere. Altro che nipotini di Voltaire. Fanno bene i vescovi francesi a liquidare il tutto con un tweet: "La Conferenza episcopale francese non commenta chi cerca solo di provocare. E' il genere di polemiche di cui la Francia ha bisogno?". 131 caratteri.  La satira pungente dei vescovi, a ben vedere, è molto più incisiva dell'oscurantismo laicista - greve e offensivo - dei vignettisti.

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