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giovedì 09 luglio 2020
 
Arte e fede
 

Che cosa sono le catacombe di Priscilla in cui il Papa celebra la Messa del 2 novembre

02/11/2019  All'Angelus di Ognissanti papa Francesco ha annunciato la celebrazione della Messa per la commemorazione dei defunti alle catacombe di Priscilla, un monumento importantissimo testimone delle origini della cristianità. Scopriamolo.

La catacomba di Priscilla, passata alla storia come regina cacatacumbarum, regina delle catacombe, per la quantità di martiri cristiani delle origini che vi sono stati sepolti, citata in tutti i documenti liturgici antichi, si trova a Roma, sulla Via Salaria, presso il convento delle Suore Benedettine di Priscilla. È stata scavata tra il secondo e il quinto secolo, ovviamente Dopo Cristo, in un luogo in cui esistevano già ambienti sotterranei che accoglievano le tombe di della famiglia degli Acili Glabrioni, cui apparteneva la donatrice del terreno la nobildonna Priscilla, che il Martirologio romano indica come «benefattrice della comunità cristiana di Roma». Il cimitero sotterraneo, questo sono infatti le catacombe, è rimasto sconosciuto per secoli. Ritrovato tra i primi, nel sedicesimo secolo, è stato purtroppo oggetto di saccheggi dopo il ritrovamento, privato di lapidi e sarcofagi, ma conserva per fortuna la sua parte più preziose: le pitture sacre rupestri alle pareti che ancora si possono si possono visitare. Il complesso delle catacombe è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 con chiusura settimanale il lunedì. Il 2 novembre 2019 il monumento è chiuso ai visitatori per la Messa del Papa, alle 16.

ALLA SCOPERTA DELLE CATACOMBE CON ALBERTO ANGELA RAISCUOLA

LE TOMBE DEI PRIMI CRISTIANI CON ISCRIZIONI E PITTURE SACRE

  

Scavate nel tufo, tenera roccia utilizzata per la costruzione di mattoni e calce, simile a quella dei sassi di Matera per intenderci, le gallerie della catacomba di Priscilla sono percorsi irregolari si estendono per una lunghezza di circa 13 km: camminamenti, nelle cui pareti sono ricavati i “loculi”, le tombe comuni dove il corpo era posto, avvolto in un lenzuolo, direttamente sulla terra, cosparso di calce ad impedirne la rapida putrefazione, e murato con marmi o tegole. Le tombe avevano iscrizioni in greco o in latine, ma anche quelle prive di epigrafi prevedevano un sistema di riconoscimento attraverso piccoli oggetti. Sullo stesso piano ci sono i cubicoli, piccole stanze, tombe di famiglie più abbienti, con pitture religiose e simboli. Molto diffuso il pesce, un acronimo che significa: Gesù Cristo, figlio di Dio Salvatore, incomprensibile ai pagani. Se fin qui domina l'interesse storico archeologico, altri punti hanno un valore marcatamente artistico: il cubicolo della velata, che prende il nome dalla nicchia con una figura femminile che prega e che contiene pitture del XIII secolo molto ben conservate, la nicchia con la più antica immagine della Vergine, una Madonna con Bambino, piuttosto danneggiata, che per il suo per lo stile pompeiano primitivo, si ritiene risalire alla fine del II o all’inizio del III secolo. E la cosidetta Cappella greca, così chiamata perché quando fu ritrovata, piena di terra, due iscrizioni in greco furono la prima cosa notata dagli scopritori. In questa cappella, che ha una forma particolare, sono conservate pitture con scene dall’antico e dal nuovo testamento in cui si riconoscono in particolare scene di Noè e del diluvio universale, la resurrezione di Lazzaro e la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

LE BENEDETTINE DI PRISCILLA

La custodia della catacomba è affidata alle suore benedettine di Priscilla, prendono il nome di Priscilla dal luogo dove è iniziata la congregazione, fondata dal sacerdote archeologo bolognese Giulio Belvederi (1882-1959), chiamato a Roma dal Papa Pio XI per la costruzione del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, delle case custodi delle catacombe che venivano aperte al pubblico. Le Benedettine di Priscilla seguono la regola benedettina: ora et labora. Accolgono i visitatori alle Catacombe, illustrano loro gli aspetti, storici archeologici e religiosi, si occupano della salvaguardia di questo prezioso patrimonio storico e completano la propria attività realizzando arredi e paramenti sacri, molti dei quali ispirati all’arte delle Catacombe, e ricamati a mano.

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