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Che papà sei: sportivo, vecchio stile o "papà-mammo"?

18/02/2019 

Volevo proporvi alcune riflessioni che stavamo facendo domenica in oratorio noi papà mentre le mogli erano in riunione per gli ultimi preparativi a un mercatino di Natale che hanno organizzato per la prossima domenica. Parlavamo di come ci sentiamo noi padri rispetto a come erano i nostri e anche rispetto ad altri che conosciamo. Ci siamo accorti che, mentre nelle mamme si possono trovare, al di là delle differenze delle persone e di carattere, molte somiglianze, nel nostro caso prevalgono le differenze. C’è il papà mammo sostituibile in tutto alla moglie, il papà vecchio stile, come erano i nonni, tutto lavoro perché al resto pensa lei, quello che è più sportivo e giovanile del figlio e quelli che, come ammettevano alcuni di noi, si barcamenano tra affetto e severità, sostegno e spinta, funzione guida e funzione consolatrice...

MAURO

— Caro Mauro, la tua lettera mi ha colpito particolarmente perché fa da controcanto a una serie di riflessioni che sto leggendo in questi giorni (presto raccolte in un volume di Studi interdisciplinari sulla famiglia di Vita e Pensiero intitolato Giovani in transizione e padri di famiglia) proprio sulla figura dei padri. Anche da quelle pagine si evince che mentre il ruolo della madre continua a consolidarsi, quello del padre sembra sempre alla ricerca di un difficile equilibrio fra i tratti della cura, tenerezza e persino iperprotezione e l’esigenza di guidare i figli per avviarli alla vita nella società, fuori dalle rassicuranti pareti di casa. Secondo gli autori è impossibile identificare un unico modello prevalente di paternità proprio come ci racconti tu. Crescono, tuttavia, i segnali che descrivono un padre “scudo”, dispensatore di regole, non per entrare nel sociale, ma per difendersene, un padre che indica i pericoli che si annidano “fuori”. Un papà, insomma, a disagio nel trasmettere fiducia e speranza. Sono certa che voi che vi “barcamenate” lo abbiate ben presente e stiate cercando di trovare quel difficile equilibrio, senza tornare indietro ma anche senza cadere nel triste, grave errore di uccidere la speranza.

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Auguri papà
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