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martedì 30 novembre 2021
 
 

Il produttore di "Sole a catinelle": «Checco ci regala il sorriso di cui abbiamo bisogno»

07/11/2013  «Il pubblico non è stupido, fiuta esattamente il prodotto. In sala si ride tanto e così lo si consiglia a parenti ed amici».

Luca Medici, in arte Checco Zalone, ha compiuto l’impresa di portare un film italiano là dove, di solito, arrivano sempre gli americani: il Box Office. Nelle sale sta battendo tutti i record. Ma perché gli italiani sono corsi in massa al cinema? Lo abbiamo chiesto al produttore del film, Pietro Valsecchi. «Perché Sole a catinelle è una commedia che ci fa sentire tutti più ottimisti, che regala quel sorriso in più di cui abbiamo tanto bisogno. E’ un film che si differenzia dalle altre pellicole in circolazione in questo periodo. Non è la solita vicenda di lei, lui e l’altro o l’altro ancora, ma è una storia graffiante della nostra società. Checco è un papà che affronta la crisi a modo suo pur di portare il figlio in vacanza. Il pubblico non è stupido, fiuta esattamente il prodotto. In sala si ride tanto e così lo si consiglia a parenti ed amici».

Come definirebbe Checco Zalone?

«Prima di tutto è un uomo sensibile. Poi, è un ottimo comico, un grande artista, musicista e rappresenta il nuovo, quello che mancava da tempo al cinema italiano. È uno di noi, fondamentalmente più scemo di noi, e per questo gli vogliamo bene e gli perdoniamo tutto. Tutti parlano di Checco come un grandissimo fenomeno. Hanno ragione. Senza di lui questo film non avrebbe avuto lo stesso successo».

Chi è stato il primo a credere in Checco Zalone?
«Mio figlio, allora 14enne, mi disse : “Papà se fai un film con Checco sbanchi…”. Così dopo aver visionato alcuni suoi filmati l’ho chiamato ed è cominciato il nostro percorso».

Gli italiani sono stufi di sentirsi dire che tutto va male e, come Zalone, vorrebbero combattere la crisi ritrovando un po’ di buonumore?
«Noi italiani, come nel film, dobbiamo essere ottimisti , rimboccarci le maniche e cercare di darci da fare il più possibile. Per quanto riguarda il mio settore, non credo che il cinema sia malato. Deve solo rinnovarsi. La Tao Due ha puntato tutto sullo scouting ed i risultati mi stanno dando ragione. Abbiamo scoperto Checco Zalone, I solidi Idioti, Pio &Amedeo e tanti altri giovani. Senza dimenticare che il trionfo di Sole a catinelle ha dato una boccata d’ossigeno a tutti gli esercenti. Molti di questi stavano portando i libri in tribunale e grazie a questo film che ha fatto numeri spaventosi si sono salvati»

Qual è stato il commento di Zalone quando ha saputo il record di incassi?
«Al terzo giorno ha detto :"Pietro speriamo di fare di meno oggi… così ci rilassiamo un po”…».

E’ nata la Checcomania?
«Penso proprio di sì. Nessuno si sente abbastanza contemporaneo se non ha visto il film di Checco. Checco è il nuovo Totò, il nuovo Benigni, è Il nuovo… Ci sarà un cinema prima di Checco e un cinema dopo Checco… Checco batte tutte le crisi».

 
 
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