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lunedì 13 luglio 2020
 
 

Chi è Diodato, il cantautore gentile che ha vinto il Festival

09/02/2020  Ecco la storia e le prime dichiarazioni a caldo del vincitore di Sanremo 2020 con la canzone Fai rumore che ha vinto pure il premio della Critica: dalla lunga gavetta alla dedica alla sua città, Taranto, "a tutte le persone che lottano ogni giorno contro una situazione insostenibile".

Ha detto Mina: "La canzone di Sanremo che mi è piaciuta di più è quella di Diodato". Era il 2014 e il cantautore arrivò secondo nella sezione Nuove Proposte con il brano Babilonia. Ci sono voluti altri sei anni per convincere tutti di essere davvero un numero uno: con la sua Fai Rumore, Diodato ha vinto Sanremo 2020 e si è portato a casa anche il Premio della critica Mia Martini e quello della Sala Stampa Lucio Dalla.

TARANTO NEL CUORE. Di lui si sa molto poco, perché è un uomo estremamente riservato e sensibile. Nato ad Aosta nel 1981, ha vissuto a lungo in Svezia e ora si è stabilito a Roma. Ma è Taranto la città del suo cuore. Lì è cresciuto, lì vivono i suoi familiari e da sempre si batte per migliore le condizioni di vita dei suoi cittadini, costretti a convivere con l'inquinamento causato dall'Ilva. Nel 2016 è stato tra i fondatori  con Roy Paci e Michele Riondino del Concerto per il Primo Maggio di Taranto, kermesse alternativa a quella organizzata dai sindacati a Roma. 

E alla sua città, oltre che alla sua famiglia, ha dedicato la vittoria con queste parole: "Dedico questo premio alla mia famiglia, che ha fatto tanto rumore nella mia vita e anche in questi giorni. Li ho sentiti molto poco, mi ha scioccato il rispetto che hanno avuto della situazione in cui ero. Non vedo l’ora di andare a telefonare a casa. Dedico questo premio a loro e all’altra famiglia che pian piano si è creata intorno a me: tutte le persone che hanno lavorato con me fin dagli inizi, con piccoli passi alla volta. E poi voglio dedicarlo alla mia città, Taranto, che è una città in cui bisogna fare rumore, e la mia dedica va a tutte le persone che lottano ogni giorno contro una situazione insostenibile. Userò sempre la mia forza come cassa di risonanza per denunciare la situazione insostenibile di Taranto»

LA CARRIERA: Diodato (è il suo cognome, Antonio è il nome) ha vinto il Festival a 39 anni. Ha dunque fatto una lunghissima gavetta prima di riuscire ad affermarsi. Dopo aver suonato a lungo anche all'estero, ha debuttato con il suo primo album nel 2013, in cui si fa notare con una cover in versione rock di Amore che vieni, amore che vai di Fabrizio De André. Poi nell'anno successivo c'è stata la partecipazione a Sanremo. Fabio Fazio lo nota e lo vuole a Che tempo che fa come ospite fisso per cantare con la sua voce dolcissima e potente al tempo stesso grandi classici della canzone italiana. Nel 2018 torna a Sanremo con l'amico Roy Paci e presenta Adesso, un'altra canzone introspettiva con cui arriva ottavo. Finalmente, ieri è stata la volta buona. Ma Diodato non ha rimpianti: «Sono arrivato a questo successo dopo tanti anni di gavetta. Così si raggiunge la felicità. Non a caso il mio album si intitola 'Che vita meravigliosa'. Nella vita ho avuto tante batoste, ho suonato in condizioni estreme, anche con pochissimi spettatori. Sono le cose che ho vissuto e ho imparato. Ho imparato a vedere otto persone davanti a me e a suonare per quelle otto persone, che avevano comprato il biglietto per me»

Quindi, parlando di Fai rumore, la canzone che l’ha condotto sul gradino più alto del podio: «Se avessi la formula per il successo di questa canzone, scriverei sempre brani così. Ho semplicemente raccontato me stesso, andando ad attingere dal mio vissuto. Quando si cerca di dire la verità, anche mettendosi a nudo e provando un po’ di vergogna, allora ci si connette umanamente con qualcun altro. Ho ricevuto messaggi di persone che mi hanno detto Hai scritto la mia canzone. E questo è sorprendente, perché succede solo quando si racconta una propria intima verità, qualcosa che racconta di sé. Ed è lì che ci somigliamo tutti: quando andiamo in profondità. Questo è importante da ricordare, anche nella vita di tutti i giorni, nelle scelte che facciamo, anche quando ci avviciniamo a qualcuno che ci sembra distante. Se si riesce a essere sincero con sé stessi, probabilmente quell’emotività arriva anche a chi ascolta». Continua Diodato: «A mio avviso, il mio percorso musicale ha ottenuto sempre quello che meritava, perché io mi esponevo fino a un certo punto. Con le ultime canzoni sono riuscito ad abbattere il muro di incomunicabilità ed è qualcosa che parte da tanti anni fa. Se oggi la gente si è avvicinata è perché l’ho permesso loro. Voglio dedicare questo premio anche al bambino che tanti anni fa era in una stanza e aveva paura del mondo fuori. Ora, dopo anni di gavetta e di batoste enormi, ho imparato anche a sorridere. E infatti il mio ultimo album si chiama Che vita meravigliosa. Ho capito che è soprattutto dai dolori che possono nascere grandi cose».

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