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Chi sono gli italiani caduti a Dacca

02/07/2016  Quasi tutti imprenditori del settore tessile, si erano trasferiti in Bangladesh o si trovavano lì per ragioni di lavoro. Simona Monti aspettava un bambino, stava per tornare.

Cristian Rossi. Sposato e padre di due gemelline di 3 anni, Rossi era stato manager alla Bernardi. Dopo alcuni anni si era messo in proprio. Era in Bangladesh per motivi di lavoro. A Feletto Umberto (Udine), dove l'uomo abitava con la famiglia.

Marco Tondat.  Aveva 39 anni Marco Tondat. Era nato a Spilimbergo (Pordenone), ma viveva a Cordovado. Era partito un anno fa, aveva deciso di emigrare perché in Italia aveva difficoltà di lavoro. A Dacca era supervisore di un'azienda tessile, sembrava felice di questa opportunità.

Claudia Maria D'Antona. Viveva da oltre vent'anni a Dacca, con il marito, sposato due anni fa, finanziava un'associazione che porta esperti di chirurgia plastica in Bangladesh per curare le donne sfregiate con l'acido.

Nadia Benedetti, 52 anni, faceva la manager e aveva la passione del canto che coltivava  al karaoke nel ristorante del fratello Paolo. La ricordano allegra, dedita al lavoro che, iniziato nell'industria tessile di famiglia a Viterbo, l'ha portata a girare il mondo fino ad approdare al Bangladesh.

Simona Monti 33 anni aspettava un bambino e aveva già prenotato il volo che all'inizio della prossima settimana l'avrebbe riportata in Italia, a Magliano Sabina (Rieti), per un lungo periodo di aspettativa. A Dacca era arrivata alla scorsa estate: dopo diverse esperienze di studio e lavoro in Oriente, aveva scelto il Bangladesh per vivere e lavorare in un'azienda tessile.

Maria Riboli, 33 anni, bergamasca, mamma di una bimba di 3 anni, era spesso in giro per il mondo per il suo lavoro in un'impresa che si occupa di abbigliamento, Maria Riboli avrebbe compiuto 34 anni il prossimo 3 settembre. Era nata ad Alzano Lombardo, in valle Seriana. La sua famiglia è originaria di Borgo di Terzo, piccolo centro della valle Cavallina. Dopo il matrimonio, nel 2006, si era trasferita con il marito Simone Codara a Solza, paese di duemila abitanti dell'Isola bergamasca.

Adele Puglisi,  54 anni, è morta alla vigilia del suo rientro a Catania, dove abitava, anche se nella sua città d'origine stava pochi giorni l'anno perché il lavoro la teneva spesso lontana. Le foto che oggi la ritraggono al mare vengono dalla sua pagina Facebook, su cui all'indomani della strage di Parigi aveva aderito alla petizione che contestava il titolo di Libero "Bastardi islamici". Aveva lavorato a Studiotex fino al 2010, poi era partita e si era trasferita nello Sri Lanka. Fino ad aprile del 2014 quando ha cominciato a lavorare per Artsana, come manager quality control a Dacca.

Vincenzo D'Allestro, 46 anni, faceva anch'egli l'imprenditore nel tessile, quando non era in giro per il suo lavoro, abitava in una mansarda ad Acerra (Napoli),  con la moglie Maria. 

Claudio Cappelli produceva magliette, da cinque anni aveva scelto il Bangladesh, e si diceva soddisfatto della sua avventura in oriente: diceva che a Dacca si lavorava bene.

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