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domenica 14 aprile 2024
 
 

Chi sono i veri discriminati?

26/06/2013  Vogliamo ricordare senza essere considerati “nemici” le questioni urgenti e drammatiche che riguardano le famiglie del mondo e del nostro Paese. Questioni "antiquate" che non sono di moda come il matrimonio tra omosessuali.

Dopo la Francia, gli Stati Uniti. A Washington la Corte Suprema legittima il matrimonio tra persone dello stesso sesso, bocciando Defence Marriage Act, la legge federale americana secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna. La decisione, che era stata chiesta dal presidente Obama nel discorso del suo secondo insediamento e che oggi il presidente definisce «Uno storico passo avanti verso l'uguaglianza» è solo l’ultimo atto di una lunga marcia che i movimenti degli omosessuali stanno compiendo per combattere l’emarginazione e ottenere pari diritti di cittadinanza, rispetto, uguaglianza, tolleranza, su cui nulla è da eccepire.

Ma ci è permesso dire che di questo battage mediatico e politico, ogni giorno più evidente e pressante (basta sfogliare le testate di ogni tipo anche nel nostro Paese…) e in buona parte indirizzato a dare un significato diverso alla parola matrimonio (in cui la differenza sessuale è fattore giuridico qualificante) non se ne può quasi più?. Ci è permesso senza essere tacciati immediatamente di omofobia o peggio dire che questi magnifici passi del progresso forse non lo sono?

Possiamo ricordare senza essere considerati “nemici” le questioni urgenti e drammatiche che riguardano le famiglie del mondo e del nostro Paese, la mancanza del lavoro, l’impossibilità di sfamare i figli, la solitudine e la povertà di tanti anziani, il destino dei tanti che silenziosamente e senza ribalta ogni giorno si prendono cura – nel disinteresse del mondo della comunicazione e della politica - di un disabile?

Saremo antiquati, ma caparbiamente vorremmo ricordare, soprattutto ai potenti, i diritti “vecchi”.

E’ vero che vanno di moda più quelli “nuovi”, ma forse val la pena di ricordarsi che quelli considerati antiquati e noiosi dai salotti buoni riguardano milioni persone.

Ci è permesso domandarci: ma allora qual è la vera discriminazione?



 
 
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