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lunedì 15 aprile 2024
 
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Credere

Chiamati a entrare nella preghiera di Dio!

16/02/2023  «La Trinità: ecco il nostro restare, la nostra dimora, la nostra casa paterna da cui non allontanarci mai»

Stiamo continuando le nostre di riflessioni sulla preghiera che rispondono direttamente e indirettamente alle domande più ricorrenti che ricevo sul tema della preghiera. Dopo aver riflettuto sul senso della preghiera di Gesù, siamo passati a riflettere sulla preghiera che è nel cuore stesso della vita trinitaria. Il nucleo di quest’ultima riflessione sulla “preghiera di Dio” era che nella vita trinitaria vi è un eterno scambio d’amore, quindi una preghiera continua. La preghiera è uno sguardo d’amore eterno tra i “Tre” che sono uno nell’Amore. Ora, quest’amore trinitario, rivelato a noi in Gesù Cristo, non è posto davanti ai nostri occhi e cuori solo perché lo potessimo ammirare come spettatori. Siamo chiamati a contemplare per entrare nello stesso tempio d’amore trinitario, nella vera cella del vino evocata nel Cantico dei cantici, che è l’amore inebriante del Dio trinitario. La celeberrima icona della Trinità di Andrej Rublev, che manifesta, efficacemente, lo scambio d’amore nello gioco degli sguardi delle tre persone trinitarie, dispone i tre intorno alla mensa in maniera che lascia un posto a tavola. Per chi? Per chi contempla l’icona, perché non solo possa vedere la Trinità, ma si possa vedere nello scambio d’amore trinitario. Contemplare la Trinità ci invita a entrare nella dinamica d’amore trinitaria, nella danza d’amore della Trinità. I mistici ci confermano questa chiamata. La Trinità non si capisce da fuori, ma entrando nella vita trinitaria. Siamo creati per entrare in questa vita. Cosa meglio delle parole di un mistico per capire questa chiamata? Guglielmo di Saint Thierry, amico e contemporaneo di san Bernardo di Chiaravalle, scrive: «L’uomo in un certo senso trova se stesso nel mezzo, nell’abbraccio e nel bacio del Padre e del Figlio, cioè nello Spirito Santo. Ed è unito a Dio con l’Amore stesso in cui il Padre e il Figlio sono uno. Diventa santificato in colui che è la santità di entrambi». Il luogo dell’essere umano è la Trinità, è la preghiera di Dio. Nell’occasione della festa degli innamorati mi permetto un’ultima evocazione. Tutti, giovani e non, in coppia e non, siamo chiamati a vivere in prima persona quest’amore eterno nel tempo. L’ha intuito una giovanissima santa, Elisabetta della Trinità: «La Trinità: ecco il nostro restare, la nostra dimora, la nostra casa paterna, da cui non dobbiamo mai allontanarci».

 
 
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