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mercoledì 08 luglio 2020
 
La storia
 

Chianni, il paese toscano indenne dal virus

10/04/2020  1.400 abitanti, arroccato sulle colline nella provincia di Pisa, non registra ancora nessun contagio, mentre i il virus è presente nei paesi tutti intorno. Come ha operato l'amministrazione comunale

Del caso di Ferrera Erbognone, comune di 1200 abitanti nella provincia di Pavia che non ha ancora registrato nessun contagio da Coronavirus si è parlato molto in questi giorni. Ma noi abbiamo scovato un’altra isola felice: si tratta di Chianni, comune di 1.400 abitanti nelle colline della provincia di Pisa (in Toscana si contano in tutto 6.727 i contagiati totali e 454 decessi). Si tratta di un borgo molto suggestivo, meta in tempi normali di turisti da tutto il mondo, con le sue case  addossate alla chiesa, che in epoca medioevale era un castello e che sembra la prua di una nave che si avvista da lontano, in una strada tutta curva che in salita  collega Chianni al resto della provincia. Eppure nei paesi limitrofi come Casciana Terme, Peccioli, Terricciola, Lari, casi ce ne sono stati, a Chianni nessuno. Ne abbiamo parlato con il sindaco Giacomo Tarrini, in carica dal 2014, un lavoro come consulente finanziario che continua a portare avanti da casa. «Forse la nostra posizione così defilata ci ha aiutati, o forse si tratta solo di fortuna. Di sicuro noi come amministrazione abbiamo operato sin da subito per far rispettare i decreti governativi e le ordinanze regionali. E prima ancora che fosse una disposizione della Regione abbiamo distribuito mascherine gratuite ai paesani. E siamo molto ligi sui controlli: chi esce senza un valido motivo, come gli agricoltori che devono portare avanti il lavoro nei campi, o chi deve andare a fare la spesa nei diversi negozi che abbiamo, viene multato. Ma in generale i chiannerini sono stati molto solerti a rispettare le regole. Sanno di essere fortunati, e fanno di tutto per rimanere indenni dal virus».
Chianni è un paese popolato da tanti anziani. Lo testimonia anche il fatto che le scuole medie il prossimo anno chiuderanno per mancanza di alunni, e la scuola elementare ha classi di pochissimi alunni, solo 4 in prima. «Stiamo cercando di preservare n nostri anziani», continua il sindaco «e attraverso un gruppo di volontari coordinati dalla Misericordia e dai carabinieri portiamo loro la spesa e i farmaci a domicilio». A Chianni presta servizio un medico, per ora un sostituto, e è a disposizione per le emergenze un'ambulanza della Miserirordia per il trasporto all'opedale più vicino, quello di Pontedera, che dista 25 km. Perchè certo, tutto questo dall’oggi al domani potrebbe cambiare, Chianni non è isolato totalmente dal resto della Toscana, arrivano i corrieri che riforniscono i negozi, qualche paesano lavora nei servizi essenziali, «E il peso della responsabilità di essere il primo cittadino di questa comunità si fa particolarmente sentire», conclude Giacomo Tarrini. Ad affiancare l’operato del sindaco, la sua vice, Maya Degl’Innocenti, che si barcamena tra la carica amministrativa, un lavoro in smart working e la gestione di due bambini di 7 e 9 anni. «Il bimbo in quarta elementare fa lezioni online, e va seguito. Quello in prima per ora ha avuto solo compiti, ma inizierà anche lui le videolezioni. In paese si stringe solitamente intorno alla chiesa e alle funzioni religiose, che sono molto sentite e mancano a tutti, ma il parroco si tiene in contatto con i fedeli. Ieri sera, giovedì santo, anche in casa nostra abbiamo fatto la benedizione del pane seguendo le indicazioni che il parroco ci aveva mandato via Whatsapp. Come tutti stiamo cercando di resistere e fare del nostro meglio».  «Perché i virus per ora, ci ha preservato?» si chiede un'insegnate di lettere in pensione. « Lo leggo come una grazia immeritata. Le pochissime volte che esco, per confortare - io che sono sconfortata - la mia mamma novantenne, osservo lo stesso stupore negli occhi dei miei compaesani che fanno la fila per un po’ di pane fresco. Stupore per come, per ora, siamo riusciti a farla franca. In questa circostanza, vivere nel mio sperduto paesello “da lupi” e “ con le galline coi freni”, come ci scherniscono i popoli della valle, è stato provvidenziale. La nostra lontananza dai centri, il nostro isolamento sono serviti a qualcosa.Come i giovani fiorentini del Trecento del  Decamerone si ritirarono in campagna per sfuggire alla “pestilenza di maggior forza”, noi restiamo aggrappati al  nostro colle ad aspettare che il coronavirus se ne vada, o meglio non arrivi qui, dove l’aria sembra pura e la gente ligia al dovere. E dove, in piena contraddizione, è sbocciata la primavera»

Benedizione domestica del pane il giovedì santo
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