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È proprio necessario tornare ad andare a Messa?

16/12/2021  L’eucaristia non è un affare solamente del parroco, ma la celebriamo tutti, ognuno secondo la sua vocazione. La riflessione del teologo Gaetano Piccolo

«Padre, domenica faceva freddo, ho pensato che la Messa potevo anche guardarla in Tv». È una frase che ormai sento sempre più spesso, da quando, a causa della pandemia da Covid-19, si è diffusa la pratica di vedere la santa Messa attraverso i canali social o in televisione. Fino ad oggi era una pratica molto diffusa tra gli anziani e tra coloro che, giustamente, per motivi di salute, non possono recarsi in Chiesa. Per loro, la televisione e la radio hanno svolto davvero un servizio importante. Ciò che mi lascia perplesso è che nell’ultimo anno sempre più persone, pur non avendo problemi di salute o ostacoli insormontabili, si affidano ai mezzi di comunicazione per partecipare in qualche modo alla celebrazione eucaristica. Occorre perciò tornare forse a comprendere il senso di quello che celebriamo. L’aspetto più evidente è che seguendo la Messa a distanza non possiamo nutrirci del corpo del Signore. Per dirla in maniera molto banale è come se partecipassimo a una cena, a cui ci hanno invitato, solo collegandoci via social! Sicuramente è anche quello un modo di partecipare (possiamo fare la comunione spirituale), ma è altrettanto evidente che c’è una differenza sostanziale tra le due modalità. C’è però anche un altro aspetto, forse meno evidente: l’Eucarestia, presieduta dal ministro sacro in virtù del sacramento dell’ordinazione, è celebrata dall’intero popolo di Dio, dall’assemblea. Tutti i membri del popolo di Dio infatti sono stati rivestiti della dignità sacerdotale per mezzo del Battesimo, per questo, nella preghiera eucaristica, «rendiamo grazie perché ci hai resi degni di stare alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale»: queste parole non si riferiscono al solo sacerdote, ma all’intero popolo di Dio che celebra. L’Eucaristia quindi non è un affare solo del parroco, che noi semplicemente sosteniamo andando a Messa, ma la celebriamo con lui, ciascuno secondo la sua vocazione. Anche per questo motivo, se le celebrazioni a volte sono noiose e pesanti, la responsabilità è dell’intera comunità e ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Sarebbe bello se questo tempo di crisi diventasse perciò anche un’occasione di riscoperta della bellezza della liturgia e della responsabilità a cui ciascun cristiano è chiamato.

 
 
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