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La Resurrezione è una certezza o una speranza?

30/04/2020  Una risposta ce la offre Paolo nella Prima lettera ai Corinzi, che è invito alla lettura e alla meditazione. Leggi la riflessione del teologo Robert Cheaib

La volta scorsa vi ho lasciato con la prima parte della risposta alla domanda: «La risurrezione è una certezza o una speranza?». Pur essendo chiaro dalla domanda che essa si riferisse alla nostra di risurrezione, ho voluto partire dalla riflessione sulle evidenze ragionevoli della risurrezione di  Gesù. Non era una “scelta a tema” per il tempo di Pasqua, ma una scelta teologica obbligata: come cristiani la nostra fede nella nostra risurrezione è radicata nella fede pasquale di Cristo morto e risorto. È quanto insegna san Paolo con affermazioni nitide e ripetute nella Prima lettera ai Corinzi (capitolo 15). Ascoltiamo insieme come rispondeva l’apostolo ai cristiani che, pur considerandosi tali, mettevano in dubbio la risurrezione dei morti. Paolo inizia (ri)proclamando in maniera solenne il Vangelo che i Corinzi hanno ricevuto: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture» (1Cor 15,3-4). Dopo quest’annuncio, Paolo evidenzia come nel cuore dell’annuncio si proclami la risurrezione di Gesù e aggiunge questo interrogativo: «Se si annuncia che Cristo è risorto dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non vi è risurrezione dei morti?» (15,12). In altre parole, Paolo connette inscindibilmente la possibilità della risurrezione di Gesù (vero uomo, oltre ad essere vero Dio) alla possibilità della risurrezione dei morti: «Se non vi è risurrezione dei morti, neanche Cristo è risorto!» (v. 13). E, se Cristo non è risorto, tutta la fede dei cristiani crolla. Per Paolo, essi diventano «falsi testimoni di Dio» perché parlerebbero di una risurrezione che non fu. E si rivelano «da commiserare più di tutti gli uomini» perché tali sarebbero se la loro fede in Cristo fosse legata a lui solo in questa vita. Per l’Apostolo la risurrezione è sia certezza sia speranza. È speranza perché è un dono che aspettiamo da Cristo e in Cristo. Ed è, nondimeno una “certezza” perché su di essa si fonda la fede nel mistero pasquale e tutta la fede cristiana. Riproclamando il Vangelo (vedi sopra), Paolo esortava i Corinzi (e oggi esorta noi) ad esser saldi in questa fede: «Vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!». Resterebbe, però, la domanda: possiamo essere più pragmatici in questa certezza? Di questo vi parlo la prossima volta!

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