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Come misericordia e giustizia si armonizzano in Dio

13/05/2021  «Se Dio è nostro padre celeste e ama tutti allo stesso modo, perché nel giorno del giudizio solo alcuni si salveranno (i più meritevoli), mentre gli altri finiranno nell’oscurità? La salvezza è per tutti o per una sorta di predestinati?» La risposta del teologo Robert Cheaib

Ci è giunta questa domanda da un giovane lettore, Federico. La riporto così come è stata formulata perché mi baserò anche su alcune formulazioni nella risposta: «Se Dio è nostro padre celeste e ama tutti allo stesso modo, perché nel giorno del giudizio solo alcuni si salveranno (i più meritevoli), mentre gli altri finiranno nell’oscurità? La salvezza è per tutti o per una sorta di predestinati?». Caro Federico, la tua domanda pone un serio quesito teologico: il rapporto tra giustizia e misericordia in Dio. San Tommaso d’Aquino dice che noi umani non sappiamo coniugare misericordia o giustizia e che solo Dio vive un perfetto equilibrio dove giustizia e misericordia si completano piuttosto che intralciarsi a vicenda. Mi dirai: bella la conclusione di Tommaso, ma è proprio l’opposto di quello che ho detto nella mia domanda e quindi mi manca il passaggio dal contrasto che vedo all’armonia che Tommaso vede. Cominciamo con una verità: l’essenza di Dio è l’amore. «Dio è amore» è, per così dire, il “codice fiscale” di Dio! Detto altrimenti: tutti gli attributi di Dio confermano il suo essere amore. Lo dice un grande in maniera limpida e inimitabile: «L’amore non è uno tra i tanti attributi di Dio. Tutti gli attributi di Dio sono attributi dell’amore». Ciò significa che la potenza di Dio è un attributo del suo amore. L’onniscienza di Dio è un attributo del suo amore. E, infine, la giustizia di Dio è una qualità del suo amore (cosa che ha ben intuito Teresina). Nel caso specifico della tua domanda: se Dio obbligasse chi lo rifiuta a sceglierlo e a stare con lui, violerebbe la libertà della persona e annienterebbe la sua vita. Un grande filosofo, Solov’ëv, osservava che il bene imposto è un male assoluto. Gesù, parlando del giudizio, dice: «E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie» (Giovanni 3,19). Questo versetto viene poco dopo una grande dichiarazione d’intenti di Dio: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (3,16). Attiro la tua attenzione al grande contrasto: Dio si dona fino alla fine. È l’uomo che si chiude alla salvezza. Dio non si dona ai «meritevoli» che menzioni, ma a tutti quelli che accolgono il suo dono.

 
 
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