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domenica 26 giugno 2022
 
110 e lode!
 

Chiellini, la partita da 110 e lode

12/04/2017  Il difensore della Juve è un campione dentro e fuori dal campo. E vi spieghiamo perché

Se martedì allo Juventus Stadium è stata da 110 e lode, il merito è anche  dell’instancabile e “incoronato” Giorgio Chiellini. Perché incoronato? Per chi ancora non lo sapesse, il “Chiello” ha ottenuto poco tempo fa una laurea magistrale in Business Administration, con una tesi sul modello di Business della sua Juventus. La fa semplice il giocatore pisano: “E’ stato più difficile battere il Barcellona ieri, che prendere una laurea".

E che voto! 110 e lode con menzione di merito, più le tre reti contro gli spagnoli quanto fa? 113 e lode! Sul campo invece, Giorgio è uno studente modello? Più che studente si direbbe un maestro e un insegnamento per le giovani generazioni che vogliono fare del pallone una parte preponderante nella loro vita. Del resto, tanti anni insieme a Buffon, Bonucci e Barzagli lo hanno temprato e fatto diventare l’uomo pragmatico e pieno di esperienza che è oggi.

I suo numeri sportivi parlano chiaro: il suo debutto in Serie A avviene a soli 20 anni con la Fiorentina, durante la partita persa dai viola per 1-0 contro i giallorossi della Roma.Con i viola gioca da terzino sinistro e riesce a ottenere anche un’inaspettata convocazione in Nazionale, allora guidata da Marcello Lippi. Nella prima stagione ad alti livelli si capisce subito di che pasta è fatto: colleziona 37 presenze e ben 3 gol.

Da quel campionato tutto cambia: arriva alla Juventus di Fabio Capello, debutta in Champions League contro il Bayern e nell’annata 2006-2007 conosce (di nuovo) la Serie B: questa volta però, con la sua amata Juve (e non col Livorno, suo team di esordio nel palcoscenico del calcio professionistico).

Con i bianconeri (la compagine che lo ha trasformato da terzino sinistro a difensore centrale), da quel giorno ad oggi, colleziona più di 330 presenze nella massima serie, condite da ben 26 gol. Tante reti per un difensore. Perché lui non fa la fase difensiva come tutti gli altri.

Mazzarri, ex allenatore di Inter e Napoli, di lui diceva: “Giorgio è una forza della natura, un giocatore universale che ogni allenatore vorrebbe in squadra. È di un altro pianeta, da solo ne marca tre.” E si direbbe che avesse ragione, vista anche la partita impeccabile giocata quest’anno ai quarti contro la premiata ditta Messi &co. Certo, contro il Barca non è stato solo merito suo, ma di tutto il reparto arretrato, che si è dimostrato davvero impeccabile. Anche di fronte ad un sonoro 3-0 che non ammette repliche come quello ottenuto battendo i blaugrana, il difensore pisano rimane impassibile e afferma che “i vecchietti” sanno che non bisogna rilassarsi (osservazione corretta pensando a quello che accadde tra Barça e Psg in tempi recenti in Champions).

Il “nasone” ha dimostrato anche di essersi dimenticato delle vecchie ruggini tra lui e Suarez (chi non ricorda il famoso morso da "cannibale" dato da Suarez a Chiellini durante l’ultimo mondiale brasiliano?). Insomma, un campione irreprensibile che dovrebbe essere un esempio per tutti gli sportivi (viste anche le 90 presenze nella nazionale italiana, un dato che è impossibile trascurare). Mettetela come volete: sarà colpa di un Neymar scarico, che a detta degli spagnoli ha bisogno dello psicologo, o di un Messi stanco ma Chiellini, nell’ultima di Champions, ha fatto una gara che è il giusto premio al traguardo raggiunto negli studi.

 

 
 
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