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E a Chieti i poveri aiutano i poveri

19/01/2017  Nella città abruzzese ci sono ancora 9.000 persone senza corrente e al freddo. I senzatetto ospiti della "Capanna di Betlemme", una struttura della Papa Giovanni XXIII, si sono mossi in prima persona per soccorrere gli sfollati. Insomma, proprio gli homeless senza una casa si stanno dando da fare per accogliere i più bisognosi.

“Per fortuna adesso ha smesso di nevicare e anche di piovere, ma la situazione è terribile, a Chieti ci sono ancora 9000 persone senza corrente e al freddo, ormai da 40 ore”. 

Luca Fortunato è il responsabile della Capanna di Betlemme di Chieti, una struttura della Papa Giovanni XXIII che ospita attualmente 63 senzatetto. E proprio loro, gli homeless, persone con storie diverse accomunate da un vissuto drammatico alle spalle, in queste ore si stanno dando da fare per accogliere gli sfollati bisognosi di aiuto. 

“La situazione si evolve di ora in ora”, continua Fortunato, “stanotte abbiamo cominciato col dare ospitalità a una famiglia, poi le cose sono precipitate quando una palazzina intera è stata evacuata causa il crollo di un parcheggio, ci stiamo preparando ad accogliere una trentina di persone”. Con l’aiuto degli ospiti della struttura, “tutti molto motivati e colpiti da questa emergenza”, i volontari della Papa Giovanni hanno allestito tre stanze per l’ospitalità degli sfollati e si stanno preparando per fronteggiare ulteriori richieste.

“Abbiamo dato disponibilità anche per l’accoglienza diurna delle persone che da 40 ore sono senza corrente e quindi si trovano al freddo, in una situazione molto difficile”, continua, “per loro è molto importante anche semplicemente consumare un pasto caldo, ricaricare il cellulare, e comunque passare la giornata in un ambiente confortevole e riscaldato”.

La solidarietà è tanta, non solo da parte degli homeless, che in questo momento sono impegnati anche nella raccolta di indumenti caldi e coperte, ma anche della cittadinanza di Chieti. “Ci sono arrivate molte disponibilità di locali ed appartamenti da parte delle famiglie, come Comunità stiamo facendo da tramite per risolvere le situazioni più delicate. Ma la situazione, lo ripeto, è ancora in divenire, le cose cambiano di ora in ora”.

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