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Chiudono i "Compro oro", aprono i "Compro tablet". Segno che la crisi è finita?

15/10/2015  Nati come funghi dopo il 2011 nell'ultimo anno i negozi dove vendere i propri preziosi hanno dimezzato il loro giro d'affari. In compenso, si moltiplicano gli esercizi dove è possibile vendere e comprare prodotti tecnologici.

Basta farsi una passeggiata per rendersene conto. Tra i negozi, sono sempre più rari i "Compro-oro", uno dei più attendibili termometri della crisi: cresciuti come funghi tra il 2011 e il 2012, solo nel 2013 sono stati ben 17 milioni gli italiani che si sono messi in fila in questi negozietti per vendere braccialetti e collanine e racimolare subito un po' di contanti per fare la spesa o pagare il mutuo. Ma dall'anno dopo qualcosa è cambiato: un po' per la corsa al ribasso del costo dell'oro, un po' per la concorrenza altissima che si è creata, un po' per le inchieste della Guardia di Finanza che hanno messo in luce numerosi casi di negozianti che riciclavano gioielli rubati, fatto sta che uno dopo l'altro hanno iniziato a chiudere. Da 35 mila i "Compro oro" sono diventati 22 mila e il giro d'affari si è dimezzato.

In compenso al loro posto, spesso negli stessi locali che li aveva ospitati, hanno aperto negozi come Cashsubito, SpaceCash. Cosa fanno? Acquistano e vendono prodotti tecnologici usati. I più gettonati sono gli smartphone e i tablet, ma si possono fare buoni affari anche con i computer portatili e con i televisori. Tanto per dare un'idea: un iPhone 5S può essere valutato 300-350 euro (circa 200 euro in meno di uno nuovo). In generale, le tariffe sono un 20% in meno rispetto a quello che si spunterebbe se si trovasse un privato disposto ad acquistare il proprio prodotto tecnologico. Ma ti devi sobbarcare la fatica di trovarlo. Invece, vai al negozio e in pochi minuti ti ritrovi con il contante in tasca.  Il fenomeno è in costante crescita: solo la Camera di commercio di Milano registra un incremento di questi negozi del 3,1%.

Come con i "Compro oro" anche questi nuovi negozi rappresentano un termometro della congiuntura economica? E' ancora presto per dirlo. Di sicuro, la loro crescita è favorita dalla grandissima diffusione di questi prodotti che però si accompagna ad una loro rapida senescenza. Nessuno compra un tablet o uno smartphone che abbia più di quattro anni di vita. Quindi il fatto che ce ne siano sempre più in giro in questi negozi, potrebbe voler dire che chi li ha venduti ha avuto la possibilità di comprarsene altri più al passo con gli sviluppi della tecnologia. Se così fosse, sarebbe un segnale incoraggiante. D'altra parte, chi invece non ha i mezzi per acquistare l'ultimo modello di smartphone in un negozio tradizionale, può sperare di trovarlo a un prezzo molto vantaggioso (dal 30 al 50% in meno rispetto al nuovo) in meno in uno di questi Cashsubito. E se non gli piace, può sempre tornare a rivenderlo.

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