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venerdì 03 dicembre 2021
 
 

E l'Angola scoprì il ping pong

23/11/2013  Nel Paese africano gli investitori di Pechino promuovono lo sport nel quale loro sono campioni nel mondo.

Un operaio cinese a Luanda, capitale dell'Angola (Reuters).
Un operaio cinese a Luanda, capitale dell'Angola (Reuters).

Negli anni Settanta, in piena Guerra fredda, le partite tra giocatori americani e cinesi aprirono la strada alla distensione dei rapporti tra Stati Uniti e Cina. Oggi, nell'epoca della grande espansione cinese nel continente africano, il ping pong diventa materia per nuovi accordi commerciali e per lo sviluppo del business di Pechino. Così, succede che in Angola, Paese in enorme sviluppo con un Pil che cresce al ritmo del 7% e profondi squilibri socio-economici, la Cina ha deciso non solo di acquistare petrolio e costruire strade, ospedali e infrastrutture, ma anche di promuovere la diffusione del tennis da tavolo, lo sport nel quale i cinesi vantano una lunga e radicata tradizione, ma che a Luanda è praticamente quasi sconosciuto.

Il presidente dell'associazione angolana di ping pong ha sottoscritto un accordo con il vicedirettore del gruppo edilizio cinese Citic construction, investitore nel Paese, per sviluppare la pratica e l'apprendimento di questo sport molto asiatico e poco africano. L'intesa prevede che un gruppo di piccoli campioni angolani tra i sei e i dieci anni possano andare a Pechino per uno stage. Inoltre, prevede stanziamenti per organizzare il primo campionato nazionale di ping pong in Angola.

Sta di fatto che se la Cina è prima al mondo nella classifica mondiale di questo sport, l'Angola è appena novantesima. Probabilmente gli investimenti cinesi aiuteranno a far crescere dei nuovi campioni africani. Ma c'è da scommetterci che il ping pong in Angola e in Africa non sostituirà la passione per il pallone.

 
 
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