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venerdì 20 maggio 2022
 
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Sola con cinque figli, due disabili. Ma ha la forza di andare avanti

18/10/2018  Legnano, le difficoltà di una famiglia numerosa. Un padre che non se ne è mai occupato e la vita di Daniela scorre tra lacrime e dedizione ai suoi cari

Come sarebbe stata la sua vita l’aveva deciso fin da bambina: il suo sogno era avere una famiglia «felice e normale». Così racconta nella cucina di un alloggio Aler a Legnano (Milano). Daniela ascolta le mie domande con un orecchio solo. Perché con l’altro non perde una battuta di quello che sta dicendo Alessandro, il figlio di 15 anni nato, con un gemello, dopo solo 25 settimane di gestazione e gravemente disabile. Ad Ale fa compagnia Giuseppe Di Sario, educatore dell’Albero della Vita che assiste questa famiglia con il progetto “Varcare la soglia”.

«A 14 anni mi sono fidanzata. Dopo 10 mi sono sposata. E dopo 17 mi sono separata». Daniela riassume in poco più di una frase la sua vita. Ascolta le mie domande senza smettere di seguire la voce di Alessandro, che snocciola a Giuseppe i nomi dei quattro fratelli: Mattia, Eleonora, Christian, Federico. «Hanno 23, 21, 17, 15 anni, Federico è gemello di Alessandro. Sono la cosa più bella che ho». Cinque figli avuti da un ex marito «a cui sono sempre piaciuti il gioco e le donne». Autotrasportatore, fallisce per i debiti e la crisi. Trova un altro lavoro ma lo perde. «Non si è mai occupato di noi, non ci ha mai dato un soldo. Siamo sfrattati da sette anni».

Oggi la famiglia tira avanti con l’assegno di accompagnamento dei due gemelli e un contributo regionale di sostegno per i disabili. La vita di Daniela è al servizio di Alessandro, che ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. «Vive in un suo mondo, ma sa chi sono io e i fratelli». Mattia, il maggiore, ha smesso di studiare e non ha un impiego. Christian ha interrotto la scuola «ma lavora alle giostre e aiuta un muratore». Eleonora agli studi non ha mai rinunciato: «Frequenta Economia all’università». Federico, che come il gemello Alessandro ha problemi di salute, è assistito in un centro specifico grazie ai servizi sociali.

«Daniela è entrata nel nostro progetto perché ha presentato domanda per il Rei, il reddito di inclusione», spiega Giuseppe Di Sario. «Il nostro obiettivo è sostenerla nel suo ruolo di mamma e di capo famiglia». «Sono tanto stanca e a volte mi lamento, piango» dice Daniela. «Poi guardo Ale e dico che devo vergognarmi. Lui sorride sempre, nonostante quello che ha. È il suo sorriso che mi dà la forza di andare avanti». E il tuo sogno Daniela? «È cambiato. Ora è quello di non morire mai. Perché quando morirò chi si occuperà di Alessandro?».

(Foto di Valentina Tamborra)

 
 
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