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giovedì 21 ottobre 2021
 
Guerra in Siria
 

Cinque milioni di siriani aiutati da Terre des hommes: le testimonianze

15/03/2021  In questi dieci anni di guerra in Siria l'organizzazione umanitaria ha fornito assistenza medica, integrazione alimentare per casi di malnutrizione, supporto all'educazione e alle scuole. Le storie di Mustafa, Farah e Massa

(foto di Grzegorz Banaszak)

Il 15 marzo 2021 segna il triste anniversario del decennale della guerra in Siria. Terre des Hommes, che è presente nel paese e nella regione da prima del conflitto, non ha mai smesso di assistere la popolazione, con operatori presenti sul campo che lavorano incessantemente per dare protezione e ristabilire i diritti che la guerra sta drammaticamente negando ai bambini. 

Sono quasi 5 milioni le persone aiutate da Terre des Hommes nella regione mediorientale, di cui 2 milioni in Siria e i restanti nei paesi limitrofi in Giordania, Kurdistan iracheno e Libano. Si tratta di  bambini, bambine e le loro famiglie che in questi dieci lunghi anni hanno perso i loro cari, la casa in cui vivevano, la possibilità di andare a scuola e giocare liberamente con gli amici, il diritto di curarsi e il lavoro per mantenere la famiglia. 
La Siria si è svuotata: almeno sei milioni di cittadini hanno cercato riparo dai bombardamenti, violenze, rappresaglie all’estero. Per chi è rimasto in patria la vita non è certo stata più facile: oggi si stima che l’80% della popolazione viva sotto la soglia di povertà e che il 60% della popolazione non abbia a sufficienza da mangiare. Tra questi si contano quasi 6 milioni di bambini. 2,5 milioni di loro non vanno a scuola e una scuola su 3 è inagibile perché danneggiata o usata a scopi militari .
Terre des Hommes, tra le poche ONG presenti fin da prima del 2011, dallo scoppio della guerra è stata in grado di portare assistenza umanitaria immediata alle molte famiglie esuli e da allora ha strutturato interventi integrati, per cercare di alleviare le sofferenze e fare la differenza nelle vite di questi bambini.
Gli interventi messi in atto in questi 10 anni in Siria, Kurdistan iracheno, Libano e Giordania, comprendono l’educazione in emergenza, in collaborazione con le istituzioni locali, per riabilitare scuole e creare centri educativi e programmi di educazione informale anche a distanza, dopo lo scoppio della pandemia, e sostegno a studenti universitari siriani. Poi assistenza medica per garantire il diritto alla salute di mamme e neonati, con team mobili che si spostano anche in zone poco accessibili, distribuzione di supplementi nutrizionali per combattere la purtroppo frequente malnutrizione e programmi dedicati a bambini e adulti con disabilità con fisioterapia, logopedia e supporto psicologico. Progetti innovativi per prevenire e combattere la violenza di genere e i matrimoni precoci, in forte aumento a causa delle situazioni di precarietà e insicurezza.
Sono stati creati inoltre programmi specifici per la protezione dei bambini e gli adolescenti più vulnerabili, per l’inclusione nelle comunità d’accoglienza e per l’assistenza psicosociale offrendo alle famiglie e ai bambini il supporto più efficace per aiutarli a superare le difficoltà quotidiane.

 

Tra i beneficiari dei progetti della Fondazione ci sono ragazzi e ragazze che hanno dovuto rinunciare a tutti i loro sogni e crescere in fretta, ci sono bambini e bambine che non hanno mai visto la pace perché nati sotto le bombe, le loro storie e le testimonianze dello staff sul campo descrivono l’impegno di Terre des Hommes per dare aiuto umanitario e cercare di alleviare le tante sofferenze e dare speranza per il futuro. 
MUSTAFA
Con i suoi 9 anni Mustafa è stato testimone di una tragedia più grande di lui, quella vissuta dalle centinaia di migliaia di famiglie che sono dovute fuggire da Raqqa con l’intensificarsi dei bombardamenti pianificati per liberare la città dai gruppi armati di ISIS. Allora aveva 8 mesi e durante quell’inferno un’esplosione ha bruciato parte della sua casa, dove in quel momento stava il fratellino. La famiglia è stata subito evacuata nel Kurdistan Iracheno e al bambino ustionato sono state prestate delle cure, ma non c’era più nulla da fare.
Mustafa, così piccolo, ha visto tutto e l’episodio gli ha causato un profondo trauma. Al suo arrivo in Iraq la famiglia ha trovato un alloggio nel campo rifugiati di Kawergosk, vicino Erbil, e crescendo la condizione di Mustafa non è migliorata. Isolamento, pianti inarrestabili, rifiuto del cibo, incubi che non lo lasciavano riposare.  Dopo aver provato di tutto la madre si è rivolta agli operatori di Terre des Hommes per essere aiutata. Per aiutare Mustafa a rielaborare il trauma subito, si è deciso di intraprendere un percorso di sessioni psicosociali. A poco a poco il bimbo ha superato la sua timidezza e anche in questo periodo complicato dalla pandemia da Covid-19 è stato seguito regolarmente dagli operatori, continuando a fare progressi. 

FARAH
Abbiamo conosciuto Farah lo scorso autunno, quando si è avvicinata al nostro centro di Rural Damascus per chiederci aiuto. Lei e il suo bambino erano visibilmente malnutriti, e questa situazione aveva messo molto in ansia la madre che non si riteneva in grado di occuparsi adeguatamente del figlio. A soli 20 anni, Farah ha vissuto metà della sua vita in un contesto di ristrettezze economiche imposto dalla guerra e dalle sanzioni. Per questo non ci siamo meravigliati quando è risultato che era in uno stato di malnutrizione acuta moderata. L’esame al figlio, di 10 mesi, ha fornito un risultato analogo.
Abbiamo subito inviato Farah e il bimbo a un centro di salute materno-infantile per ricevere le cure e tutti gli integratori nutrizionali necessari senza alcun pagamento, grazie a un accordo stilato con Terre des Hommes. Inoltre, l’abbiamo invitata a seguire una serie di incontri per neomamme organizzato insieme ai volontari della Croce Rossa siriana. Le mamme che frequentano queste sessioni provengono da famiglie in difficoltà, con un livello d’istruzione molto basso a causa della guerra, che si recano dal medico solo quando è assolutamente indispensabile. Farah qui ha potuto apprendere le informazioni di base per migliorare la sua alimentazione e quella del bambino. Nel giro di qualche mese la misurazione del braccio evidenziava i progressi fatti, facendo rientrare entrambi in una condizione di normalità. Last but not least, Farah agli incontri ha conosciuto molte amiche e ora sa dove si può rivolgere in caso di qualsiasi problema, i nostri operatori rimangono a loro disposizione!

MASSA
Massa è una ragazza nata e cresciuta ad Aleppo. È una delle tantissime ragazze e ragazzi cresciuti tra le macerie della guerra, aveva solo 3 anni quando è cominciato tutto. La sua vita è cambiata improvvisamente la scorsa estate quando un’esplosione le ha causato un’emorragia cerebrale, che a sua volta ha generato una emiplegia di tutto il lato sinistro del corpo. Non riusciva più a muoversi autonomamente, a camminare e ad alzarsi dal letto. Massa è arrivata nel centro di riabilitazione di Aleppo supportato da Terre des Hommes sconsolata, in queste condizioni, senza la speranza di riuscire a continuare gli studi e a proseguire la sua vita senza essere un peso per la sua famiglia.  
Il team di medici e fisioterapisti ha preso in carico Massa analizzando il suo caso e sviluppando un piano di trattamento personalizzato. La ragazza ha potuto anche ricevere medicinali e forniture mediche gratuite, prime fra tutte la carrozzina e le stampelle per sostenersi. Seguendo passo dopo passo il suo programma di riabilitazione con sedute di fisioterapia, terapia occupazionale e il supporto psicologico oggi è in grado di stare in piedi da sola e può abbandonare la sedia a rotelle. Ha ancora molto lavoro da fare per tornare a camminare bene, ma i suoi fisioterapisti le hanno dato tutte le istruzioni per continuare gli esercizi di riabilitazione da casa e saranno sempre al suo fianco per controllare i suoi progressi. “Avevo quasi perso la speranza”, ci dice Massa con lacrime di commozione “ora ho riconquistato fiducia in me stessa”.

 
 
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