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martedì 28 giugno 2022
 
 

Cinque Stelle, la politica del nulla

10/04/2013  Confusi, complicati, inconcludenti. A quasi un mese dall'insediamento i deputati del Movimento 5 Stelle continuano a far perdere al Paese tempo prezioso.

Fino a quando abuseranno della pazienza del popolo italiano gli allegri deputati e senatori del Movimento 5 Stelle, che a quasi un mese dall’insediamento, dopo aver detto no a quasi ogni proposta politica come una zitella inacidita, continuano a considerare il Parlamento alla stregua di una scuola occupata, mentre fuori la crisi economica imperversa, l'Europa parla di rischio di contagio italiano, la falce della disoccupazione ha mietuto in un anno un milione di licenziamenti, la produzione industriale continua a calare, la gente si suicida esasperata dalla povertà e la perdita del potere d'acquisto restringe i salari delle famiglie?

Questi “marziani a Roma” erano stati salutati come coloro che dovevano ridare fiducia a una classe politica caduta nel generale discredito. “Difficilmente potranno fare peggio di chi li ha preceduti”, si diceva, ma intanto ci ritroviamo un gruppo di naives inconcludenti. Apprendisti stregoni sobillati dalle feroci battute e dalle sparate di un ex comico che continuano a danzare sul nulla, tra una gita fuori porta, una diretta streaming e l’occupazione delle Camere per motivi assolutamente pretestuosi, come le matricole che fanno autogestione per saltare la lezione di matematica con una scusa qualsiasi: l’edilizia scolastica, la pace nel mondo, le copertine dei libretti, l'allungamento del quarto d'ora accademico.

Questi deputati e senatori della Repubblica Italiana che pretendono di farsi chiamare “cittadini”, come se si trovassero nella sala della Pallacorda, e che pensano che per garantire la democrazia bastino la Rete e i social networks, in un momento così cruciale non hanno trovato di meglio che occupare l'aula, per protesta contro la mancata istituzione delle commissioni permanenti, a dispetto del buon senso e della prassi consolidata, che impone da sempre che prima delle commissioni si debba formare un esecutivo per governare l’Italia, con la definizione di una maggioranza e di un’opposizione. La casa brucia e loro si battono per le piante del davanzale e i nanetti del giardino. Ma dov'è finito lo spirito di servizio, il senso di responsabilità della politica? Paradossalmente, se questa è la democrazia 2.0, vien quasi voglia di gridare: aridateci la “casta”.

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