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domenica 14 aprile 2024
 
Cinema
 

Claudio Bisio: "Le donne ci salveranno"

03/02/2014  La sua nuova commedia, "La gente che sta bene", ha incassato nel primo weekend quasi un milione di euro. L'attore, che interpreta un avvocato cinico, ci ha detto: "E' tutto ciò che vorrei non diventassero i miei figli". Ecco uno stralcio dell'intervista pubblicata sul numero di Famiglia Cristiana in edicola.

Claudio Bisio con Margherita Buy in La gente che sta bene
Claudio Bisio con Margherita Buy in La gente che sta bene

Dal quindicesimo piano della Terrazza Martini, Claudio Bisio guarda la sua Milano: le guglie del Duomo davanti agli occhi e, sullo sfondo, i nuovi grattacieli nati per l’Expo. È la Milano dove è ambientato il suo ultimo film, La gente che sta bene di Francesco Patierno, nelle sale dal 30 gennaio. Chissà quanti, tra i minuscoli passanti che si vedono da quassù, somigliano a Umberto Maria Dorloni, l’avvocato d’affari che interpreta. Uno che scarica il giovane collaboratore che ha sgobbato cinque anni per lui dicendogli: «Ti sto dando un’opportunità »; uno che non sa nulla di ciò che accade alla sua famiglia, ma poi rimprovera il figlio per un disegno solo per rimarcare chi comanda in casa; uno che, intervistato da Maria Latella su Sky, si presenta come «un uomo di successo»; uno che di fronte alla crisi afferma sicuro: «È così che ci salveremo, fregandocene delle regole ».

Insomma, un vero cialtrone, che però incontra sulla sua strada un avvocato ancora più cialtrone di lui: Diego Abatantuono, uno che di fronte alla morte dalla moglie commenta come se stesse leggendo l’elenco del telefono: «Ci stavamo per lasciare. Mi aveva chiesto cinquantamila al mese di alimenti. Mi è andata bene». Con lui Bisio ingaggia duetti di irresistibile, ma amarissima, comicità.

Bisio con Abatantuono in un'altra scena del film
Bisio con Abatantuono in un'altra scena del film

L’attore confessa di tenere molto alla reazione che avranno i suoi due figli, Alice e Federico: «Non vedono tutto ciò che faccio. Forse non hanno nemmeno visto Mediterraneo. Mi piace che scoprano da soli i miei film. Per esempio, mio figlio di recente mi ha chiesto: “È vero come mi hanno detto i miei compagni che hai girato un film in Messico?”. Era Puerto Escondido. La gente che sta bene, però, vorrei che lo vedessero. Un po’ perché sono curioso di sapere le loro reazioni di fronte al loro papà che interpreta un ruolo così negativo. Poi perché per la prima volta mi si vede piangere. Ma soprattutto perché credo che abbia molto da dire anche a loro, perché fa vedere tutto ciò chenondovranno diventare».

Questo film, come Il capitale umano di Virzì, racconta il degrado morale del mondo degli affari. C’è un altro elemento in comune: gli unici personaggi positivi sono femminili. È un caso?

«Sono convinto di no. Ci risolleveremo grazie alle donne. Spero che acquistino sempre più spazio nella società: la miglioreranno, a patto che non prendano i nostri difetti».

È il primo film che giri con Margherita Buy che fa la parte di tua moglie. Com’è andata?
«All’inizio mi sentivo un po’ intimidito di fronte a lei, anche perché aveva appena vinto il David di Donatello con Viaggio sola. Ma dopo tre minuti mi sono trovato di fronte una burlona come e più di me. È stata una piacevolissima sopresa».

Di recente la Rai ha ritrasmesso La buona novella, lo spettacolo teatrale che hai realizzato dall’omonimo disco di Fabrizio De André. Da non credente, cosa ti è rimasto di quell’esperienza?
«L’attrazione verso una figura, Gesù, che, comunque la si veda, ha cambiato il corso della storia. Più passa il tempo, più mi rendo conto che chi crede ha una marcia in più rispetto a chi non crede. Non voglio, come fanno tanti, farmi bello dicendo che ora vado a Messa tutte le domeniche. Ma, nel mio intimo, ho iniziato un percorso di ricerca».

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