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domenica 23 gennaio 2022
 
Sanità
 

Code e sovraffollamento al pronto soccorso

07/10/2016  Il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva e la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza hanno presentato un'indagine sullo stato di salute dei Pronto soccorso italiani: l'attesa per il ricovero arriva fino a 48 ore nel 40% delle strutture. Ma gli italiani si fidano ancora.

Sovraffollamento, attese, mancanza di spazi per malati terminali, scarso impiego della terapia del dolore, carenza di informazioni sono alcuni dei mali cronici che affliggono i pronto soccorso italiani.  L’ultimo caso salito alla ribalta della cronaca delineano è quello dell’uomo malato terminale di tumore deceduto dopo un'attesa di oltre 50 ore al Pronto soccorso dell'Ospedale San Camillo a Roma, diviso dagli altri pazienti solo da un paravento. Il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva e la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza ( Simeu) hanno presentato un rapporto su “Lo stato di salute dei Pronto soccorso italiani”, che analizza la situazione di 93 strutture e dà voce a 2.944 tra pazienti e familiari intervistati attraverso un questionario.

Tante e gravi le criticità emerse, a partire dalle attese per il ricovero: oltre 2 giorni si registrano nel 38% dei Dipartimenti di emergenza urgenza (Dea) II livello e nel 20% nei Pronto Soccorso (l'attesa è fino a 48 ore nel 40% dei Pronto soccorso). Fino a 4 giorni di attesa si sono registrati al Policlinico Tor Vergata di Roma, mentre esempio di eccellenza è l'Ospedale di Dolo (Venezia) dove l'attesa per il ricovero è di sole 2 ore. Non viene rispettata la privacy di 1 paziente su 3, solo in 6 strutture su 10 si presta attenzione al dolore dei pazienti e gli spazi dedicati al malato in fase terminale esistono in poco più di un Pronto soccorso su 10 (13%). Altro problema resta la disomogeneità sul territorio: la situazione appare infatti ancora oggi molto diversa fra strutture del Nord, del Centro e del Sud.

La situazione più grave è quella registrata all'Ospedale Santa Marta e Santa Venere di Acireale (Catania), dove i tempi di attesa arrivano fino a sette giorni prima del ricovero in reparto. esempio del 'collassò dei Pronto soccorso è la situazione registrata al Policlinico Tor Vergata, con oltre 30 posti letto improvvisati in Pronto soccorso, altri 42 pazienti nell'area di Osservazione breve ed attese per il ricovero fino a 4 giorni.  Solo il 45% dei Dea conosce in tempo reale i posti letto disponibili nei reparti di tutta la struttura. I medici nei Pronto soccorso sono circa 12mila, troppo pochi, tanto che la scorsa estate varie strutture hanno dovuto chiudere». Tdm e Simeu hanno promosso una Carta dei Diritti al Pronto Soccorso, ed elaborato  un  Piano per la gestione del sovraffollamento definito dalla Società scientifica, ma adottato ancora da pochi ospedali.

Malgrado ciò un italiano su due si dice soddisfatto dell'assistenza ricevuta in pronto soccorso considerata comunque una struttura sempre presente in grado di dare una risposta. Tanto che, un cittadino su tre ha affermato di essersi rivolto al pronto soccorso poiché si fida solo dell'ospedale. Per i cittadini, ha rilevato il coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, «il pronto soccorso resta un presidio fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale, in cui si ha una grande fiducia».

 
 
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