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mercoledì 01 dicembre 2021
 
La ricostruzione
 

Centro-Italia: dal tartufo al pecorino, ricette per salvare i prodotti locali

03/04/2017  Coldiretti ha lanciato l'iniziativa #nonsoloamatriciana coinvolgendo nelle Marche venti agrichef. L'obiettivo: rilanciare l'economia e il turismo nelle aree colpite dal sisma partendo dalle specialità della gastronomia.

(Foto Ansa: il principe Carlo d'Inghilterra ad Amatrice)

 

Dai cavatelli con le lenticchie di Castelluccio e patata rossa di Colfiorito alla zuppa di roveja (o roveglia), un cereale tipico del Maceratese, con il ciauscolo marchigiano croccante: sono solo alcune delle prelibate ricette per salvare i prodotto tipici delle zone del Centro-Italia colpite dal terremoto. L'iniziativa si chiama #nonsoloamatriciana ed è stata lanciata da Coldiretti con venti agrichef di Campagna Amica, che si sono ritrovati nelle Marche per apprendere le ricette salva-tipicità e diffonderle nelle altre regioni. L'obiettivo è quello di rilanciare l'economia e il turismo nelle zone terremotate - territorio legato all'agricoltura familiare - partendo dai pregiati prodotti della tradizione locale che si sono salvati dalla macerie.

 

Tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, secondo i dati di Coldiretti, sono 25mila le aziende agricole colpite dal sisma, 10mila gli animali morti e i danni, diretti e indiretti, ammontano in totale a 2,3 miliardi di euro. Il mercato locale è crollato del 90% a causa dello spopolamento dei borghi, l'esodo forzato verso la costa e la fuga dei turisti. Così, i prodotti tipici salvati dalle macerie rischiano comunque di scomparire perché le aziende agricole non riescono più a vendere. In pericolo ci sono prodotti che sono diventarti patrimonio di generazioni e simboli del made in Italy gastronomico nel mondo, dal pecorino di Farindola a quello dei Sibillini, dallo zafferano al tartufo, dalla mortadella di Campotosto fino alla ventricina teramana.

 

E allora, ecco qualche ricetta da valorizzare e diffondere: il pecorino amatriciano trasformato in una crema vellutata con carpaccio di asparagi crudi e uovo fritto; la mortadella locale abbinata a gnocchi di castagne in crema di cavolfiore. L'obiettivo di Coldiretti è che i primi venti agrichef diplomati  nelle Marche portino le ricette nei loro luoghi di origine reiventandole e dando loro una nuova vitalità in combinazione con le varianti delle singole regioni. 

 

E a dare un contributo per il rilancio dell'economia delle zone terremotate è anche il principe Carlo d'Inghilterra: in visita nella zona rossa di Amatrice, il fglio della regina Elisabetta ha degustato i prodotti gastronomici locali e ha assicurato di voler dare un aiuto concreto alle popolazioni del Centro-Italia.

 
 
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